La Marijuana è sempre più stupefacente
 La Marijuana è sempre più stupefacente, ma non nel senso comune del termine. Alcuni ricercatori, in Italia e Gran Bretagna, hanno scoperto che il componente più attivo della marijuana, il tetraidrocannabinolo, noto anche come THC, e i suoi composti derivati, sembrano essere potenti agenti antibatterici, in particolar modo contro alcuni ceppi microbici resistenti a molti antibiotici. Le proprietà antibatteriche della Cannabis si conoscono sin dagli anni '50, quando in alcuni esperimenti si è verificata la sua efficacia contro alcune infezioni, in particolare della pelle. I ricercatori, oggi, sanno qualcosa di più sulla composizione chimica della marijuana. L'attuale ricerca del prof. Giovanni Appendino dell'Università del Piemonte Orientale, pubblicata su "The Journal of Natural Products", ha indagato l'attività antibatterica dei cinque più comuni cannabinoidi. Tutti si sono dimostrati efficaci contro una serie di ceppi batterici multiresistenti, sebbene, comprensibilmente, i ricercatori suggeriscono che i cannabinoidi che non hanno effetti psicotropi, possono essere impiegati più facilmente. Non è ancora noto il meccanismo d'azione antibatterica dei cannabinoidi o se potranno essere impiegati come antibiotici sistemici; servono altri esperimenti. Ma per adesso si dimostrano molto efficaci se utilizzati come agenti topici, applicati localmente, contro lo Stafilococco aureo resistente, per prevenire la colonizzazione della pelle da parte di questo agente patogeno.
Liberamente tradotto da "The New York Times"
Autore Henry Fountain
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