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Hai bisogno di antidepressivi? Fatteli da solo!
di Giuseppe Sisinni (del 09/10/2008 @ 18:05:37, in Scienza, letto 2885 volte)    
meditazioneChe la meditazione o il recarsi nei propri "luoghi felici" ci faccia stare meglio è risaputo. Una nuova scoperta ce lo conferma e ci spiega anche perchè: il cervello può produrre antidepressivi se stimolato con il segnale giusto.

In un esperimento scientifico si è immerso in una vasca alcune cavie obbligandole a nuotare incessantemente fino allo sfinimento e alla rassegnazione all'annegamento; le cavie hanno riconquistato la voglia di vivere quando è stato fatto ascoltare loro un segnale acustico precedentemente associato all'azione di mettersi in salvo.

L'esperimento suggerisce che si può insegnare alla gente questa capacità, inoltre evidenzia nuovi modi per sviluppare antidepressivi più efficaci, spiega il dottor Eric Kandel della Howard Hughes Medical Institute e Columbia University di New York, che ha condotto la ricerca.

"I luoghi felici funzionano. È come andare in campagna", ha spiegato Kandel in una intervista telefonica.

Sulla rivista Neuron, il team di Kandel scrive di aver usato il classico sistema di condizionamento per addestrare le cavie. Le cavie sono state condizionate ad avere paura di un suono applicando loro una piccola scossa ad una zampa mentre ascoltavano quel suono. Dopo un po'le cavie si spaventavano semplicemente ascoltando il suono.

Successivamente la procedura è stata ribaltata: alle cavie si faceva ascoltare un suono nell'unico momento in cui non erano sotto stress; hanno così imparato che l'unico momento in cui erano realmente al sicuro era quando ascoltavano quel suono.

Per rendere una cavia depressa hanno invece usato una situazione di consapevole assenza di difesa.

"Abbiamo messo un animale in una piscina da dove non poteva uscire. Dopo un po' si arrende, smette di nuotare e si limita a galleggiare", spiega Kandel. "Quando gli dai un antidepressivo, comincia a nuotare di nuovo. Quando abbiamo fatto sentire il suono, ha iniziato a nuotare come avrebbe fatto con un antidepressivo".

Osservando il cervello delle cavie, gli studiosi hanno visto che l'uso del suono condizionato di "sicurezza" ha attivato un diverso percorso rispetto a quello attivato dal farmaco, agendo sulla dopamina e non sulla serotonina come fa invece l'antidepressivo. Inoltre il condizionamento agisce su una zona del cervello che contribuisce a nutrire e incoraggiare la crescita di cellule cerebrali.

Ulteriori esperimenti hanno mostrato che il suono associato ad un farmaco antidepressivo lavorano sinergicamente.

Questi studi dimostrano quanto possa essere efficace la psicoterapia, la meditazione e altri strumenti di riduzione dello stress e tutto questo può aiutare a pensare nuovi farmaci.

Liberamente tradotto da IOL
Autore Maggie Fox
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