
Il "dottor Doom", dottor rovina, come è stato soprannominato il professore di economia alla New York University
Nouriel Roubini, già il 7 settembre del 2006 aveva previsto nei minimi dettagli tutte le fasi di questa crisi finanziaria.
Nei mesi a venire aveva avvertito, parlando in un convegno del Fondo Monetario Internazionale, che gli Stati Uniti erano
di fronte ad un deprezzamento degli immobili, ad uno shock petrolifero, ad un rapido calo di fiducia dei consumatori e, infine, una profonda recessione. In quell'occasione aveva snocciolato una deprimente sequenza di eventi: i proprietari di casa impossibilitati a pagare le rate dei propri mutui, migliaia di miliardi di dollari a garanzia dei mutui sparsi per il mondo e l'intero sistema finanziario globale bloccato.
Gli sviluppi di queste situazioni avrebbero paralizzato o distrutto gli hedge fund, le banche d'affari ma anche le più grandi istituzioni finanziarie come Fannie Mae e Freddie Mac.
Ovviamente il pubblico rimase scettico e il moderatore, appena Roubini abbandono la sua postazione da oratore, affermò: "Penso che dopo tutto ciò avremo bisogno di un drink abbastanza forte", scatenando l'ilarità dei presenti. Non senza ragione. A quell'epoca, la disoccupazione e l'inflazione erano a bassi livelli, e l'economia, seppur leggermente, continuava a crescere nonostante la corsa al rialzo del prezzo del petrolio. Inoltre, Roubini era noto per il suo pessimismo perenne e la sua predizione non faceva uso di modelli matematici; ciò portò a rigettare le sue intuizioni perchè proveninavano da un pessimista di carriera.
Tuttavia Roubini si vendicò abbastanza presto. L'anno successivo gli istituti che piazzavano mutui subprime cominciarono ad andare in bancarotta, gli hedge fund cominciarono a scendere, i mercati a precipitare. C'era anche un calo dell'occupazione, del valore del dollaro, e una crescente senzazione di panico nei mercati finanziari. Intervenne la Federal Reserve con il suo piano di salvataggio, compiendo il primo di una serie di interventi economici poco ortodossi, compreso il taglio di mezzo punto sul tasso di sconto ufficiale e comprando decine di miliardi di dollari in garanzie dei mutui. Quando Roubini torno a parlare al Fondo Monetario Internazionale, nel settembre del 2007, predisse una crescente crisi di liquidità che avrebbe infettato ogni settore finanziario. Questa volta nessuno rise. Se la prima volta era stato giudicato come un matto, dopo un anno era diventato un profeta.
Roubini, che ha 50 anni, è nato ad Istanbul, si è trasferito con la sua famiglia a Teheran all'età di due anni, successivamente a Tel Aviv ed infine in ITalia, dove è cresciuto ha studiato e si è laureato all'Università Bocconi di Milano. Successivamente si è trasferito negli Stati Uniti, dove ha frequentato un dottorato in economia internazionale ad Harvard.
Per il prossimo futuro quali sviluppi economici vede Roubini?
A questa domanda risponde "Siamo in recessione, e negarlo è un non senso". Da mesi predice che gli Stati Uniti soffriranno per un anno e mezzo circa una recessione di pari grado a quella generata dalla "Grande depressione". Secondo lui, tecnicamente, ci sarà una ripresa verso la fine del prossimo anno, ma la perdita di posti di lavoro e il fallimento di aziende continueranno per anni.
Secondo Roubini, alla fine di questa crisi ci sarà una nazione differente, riferendosi agli Stati Uniti, che occuperà una diversa posizione nel mondo. "Questa crisi potrebbe essere l'inizio della fine dell'Impero americano".
Liberamente tradotto da "The New York Times"Autore Stephen Mihm
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