Una vecchia donna sdentata tiene in braccio un bambino che indossa sopra ai vestiti un bavaglino di Fendi (prezzo al dettaglio, circa 100 dollari).
Una famiglia di tre persone su una moto che si reca come ogni giorno al posto di lavoro, la madre seduta sul sellino nel tipico modo indiano sembra uguale a tante altre migliaia di donne ad eccezione del fatto che tiene in mano una borsa di Hermès Birkin.
Costa più di 10.000 dollari, se si riesce a trovarne una.
In un'altra immagine, un uomo scalzo regge un ombrello Burberry del costo di circa 200 dollari.
Benvenuti nella nuova India, almeno quella vista da Vogue.
L'edizione del mese di agosto di Vogue India ha pubblicato un supplemento di 16 pagine mettendo in mostra borse portate come gioielli, e ombrelli status-symbol; i modelli delle immagini non erano le stelle del momento o le persone più ricche della società indiana, tutta gente che effettivamente può permettersi questi articoli di lusso, bensì rappresentanti della gente comune.
Senza alcuna sorpresa, in India non tutti si sono divertiti.
Kanika Gahlaut, editorialista del Mail Today, ha affermato che il servizio è stato "non solo di cattivo gusto ma oltremodo offensivo. Non c'è nulla di divertente nel mettere un poveraccio in una capanna di fango vestito con capi di abbigliamento disegnati da Alexander McQueen.
Qui, negli ultimi dieci anni, migliaia di agricoltori si sono suicidati per i debiti che non riuscivano a restituire".
Secondi i dati della Banca Mondiale pubblicati la scorsa settimana, in India ci sono 455 milioni di persone, quasi la metà della popolazione, che vivono con poco più di un dollaro al giorno. Ma, come ogni esportatore di beni di lusso ben informato sa, l'India ha anche classi sociali in rapida crescita per quanto riguarda la ricchezza, fattore che rende il paese tra i più interessanti per la vendita di prodotti di fascia alta.
La contrapposizione tra povertà e ricchezza crescente provoca un atroce dilemma per i produttori di beni di lusso che vogliono sbarcare in India: come si può vendere una borsetta da 1000 dollari in un paese in cui la maggior parte delle persone non riuscirà mai ad accumulare tale somma di denaro nella propria vita, e molti altri fanno la fame?
La risposta non è semplice, anche se l'approccio di Vogue non può essere la strada da percorrere.

Vogue reagisce alle critiche attraverso Priya Tanna, editor di Vogue India: "Attenzione. Vogue concretizza il potere della moda e la moda non è più un privilegio della gente ricca. Inoltre non si può prendere troppo sul serio la moda: noi non abbiamo fatto dichiarazioni politiche nè vogliamo salvare il mondo".
Liberamente tradotto da "The New York Times"
Autore
Heather Timmons