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E tu come ascolti la musica del tuo iPod?
di Giuseppe Sisinni (del 26/09/2008 @ 12:31:55, in Tecnologia, letto 2018 volte)
Audio BonesDopo che Apple ha venduto 160 milioni di iPod nel mondo,  ridisegnando il mercato della musica, si può tranquillamente ammettere che questi player portatili non saranno una moda passeggera.

Ma allo stesso tempo, in pochi tengono in giusta considerazione ciò che ognuno di questi apparecchi porta con sè: cuffiette e auricolari. Infatti, centinaia di milioni di persone ogni giorno ascoltano la loro musica preferita attraverso gli auricolari, e ciò le rende contemporaneamente sordi e maleducati verso il mondo circostante. E non è tutto. Una significativa parte della popolazione ha difetti nella corretta formazione della cartilagine a causa dell'inserimento continuo degli auricolari nel padiglione dell'orecchio.

La tecnologia ha creato questi problemi e la stessa tecnologia offre la soluzione. Due nuovi tipi di auricolari sono disponibili neglli Stati Uniti: entrambi risolvono alla radice il problema, garantendo un buon ascolto senza provocare i problemi tipici dell'utilizzo degli auricolari tradizionali.
Invece di andare direttamente nell'orecchio, questi nuovi dispositivi trasmettono il segnale audio attraverso le ossa o le cartilagini.

I più promettenti sono gli "Audio Bones" (letteralmente audio ossa), prodotti in vari colori e venduti a prezzi
oscillanti dai 30 ai 190 dollari. Queste cuffie passano il suono all'orecchio interno attraverso le ossa del cranio e sono posizionate proprio davanti all'orecchio, che rimane comunque libero di ascoltare altri suoni. Quindi, allo stesso tempo, permette di ascoltare convenientemente la musica ma non rende sordi all'ambiente circostante, nè induce ad alzare il volume della voce.

Inoltre questi dispositivi restano ben posizionati al loro posto perchè si agganciano alla parte superiore del padiglione auricolare. Se non tutti hanno canali auricolari compatibili con gli iPod, tutti hanno orecchie a cui agganciarli. In più, questi Audio Bones, hanno il vantaggio che non si aggrovigliano: infatti sono dotati di un unico filo che fuoriesce dal retro, invece di un filo per ogni auricolare. Altri vantaggi: sono waterproof, si possono usare anche sotto la doccia (gli auricolari non il player!) e non sono considerati disdicevoli, dal punto di vista igienico, quando si vuole condividere l'ascolto.
Inoltre, secondo i costruttori, la trasmissione audio attraverso le ossa contribuisce meno alla perdita di udito
con il passare degli anni.

Dopo questo lungo elenco di virtù, una nota negativa di non poca importanza: la qualità del suono percepito non è il massimo. Se confrontato con gli auricolari tradizionali, il suono trasmesso dagli Audio Bones è attutito, ovattato. Chi è affezionato alla qualità dell'audio di un iPod resta inorridito dopo aver provato un Audio Bones.
Comunque, questi nuovi dispositivi possono essere indicati per ascoltare audio-book, musica durante il jogging o musica di sottofondo.

Ma, per il suono non c'è solo la trasmissione ossea. La società Zelco offre la sua soluzione: gli auricolari "Outi" per 110 dollari. Questi bizzarri auricolari si agganciano come orecchini a clip all'orecchio e costituiscono il primo esempio al mondo di auricolari a trasmissione cartilaginea del suono.
Trovare la giusta collocazione può richiedere del tempo: la qualità del suono cambia parecchio a seconda di dove sono posizionati sull'orecchio, e non sono il massimo del confort. Ma la caratteristica peggiore, che compare solo quando si ascolta musica, è la vibrazione. Questo effetto divide i pareri: qualcuno pensa che le vibrazioni rendono l'ascolto della musica più interessante, altri non resistono e si strappano gli "Outi" dalle orecchie. Le vibrazioni, che seguono il ritmo della musica, sono state aggiunte di proposito dalla casa costruttrice che, comunque ha lasciato la possibilità di eliminare tale effetto, perdendo però sulla qualità del suono.

Il problema degli auricolare è stato affrontato anche da altri produttori; una brillante soluzione proviene da "Arriva" che ha costruito un dispositivo integrato con l'iPod Shuffle. Per maggiori informazioni www.arriva.com

Liberamente tradotto da "The New York Times"
Autore David Pogue