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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Coleambally, una piccola cittadina dell'Australia, mette in vendita se stessa, ma soprattutto la sua generosa fornitura di acqua per 3,5 miliardi di dollari.
Il prezzo comprende 600 miliardi di litri di acqua proveniente dal fiume Murrumbidgee, che scorre nel Nuovo Galles del Sud, e la piccola cittadina abitata da 600 persone.
"Sto solo cercando di capire quanto sia serio il Governo con il suo programma di acquisto dell'acqua" ha detto Robert Black, presidente dell'Irrigation Area di Coleambally.
La provocazione si inserisce in quella corsa all'oro che è diventata la compravendita di acqua in Australia.
Robert Black ritiene che "l'attuale sistema di riacquisto dell'acqua non tiene conto degli effetti che tali vendite provocano sulla comunità circostante". Il prezzo di 3,5 miliardi di dollari comprende, sempre secondo Black, 1 miliardo di dollari per la popolazione, "per ogni persona che possiede una casa a Coleambally, perchè la casa perderebbe ogni valore se si vendesse tutta l'acqua".
L'Irrigation Area di cui Black è presidente copre una superficie di 79000 ettari, utilizzata da 364 agricoltori. L'acqua viene utilizzata per produrre riso, soia, mais, girasoli ma anche per i pascoli di ovini e bovini.
Negli ultimi 18 mesi la città ha dovuto vendere il 5% della sua acqua a varie agenzie governative e nei piani del governo si sta valutando la possibilità di acquistare acqua fuori dai confini nazionali.
Insomma, la proposta di Robert Black è quella di escludere la sua area dall'irrigazione favorendo così lo sviluppo di altre aree. Questa è anche l'ipotesi di alcuni scienziati coinvolti nel problema che consigliano il governo di prendere la difficile decisione di escludere dall'irrigazione alcune aree del paese a beneficio di altre.
Anche gli agricoltori di Coleambally concordano con la proposta di Black, specialmente da quando si sono accorti che la propria fattoria del valore di 1,5 milioni di dollari veniva valutata 4 milioni.
Liberamente tradotto da "The Australian" Autore Asa Wahlquist
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| Fonte: "The Sun" |
Questo autunno viaggia in pensione completa con il nuovo gioco ispirato al Monopoli World Edition. La nuova versione del gioco più venduto al mondo è stata lanciata questa settimana e, per la prima volta, i fan sono stati autorizzati a votare a favore delle città da inserire. Più di 5 milioni e mezzo di voti sono stati espressi per le 70 città che si contendevano i 22 spazi del nuovo gameboard. Helen Martin, dello staff di Monopoly, ha detto: "Non c'è stata una pioggia di voti a favore della propria città, o delle destinazioni turistiche più famose. Questo voto ha portato ad alcune scelte insolite - con la città lettone di Riga posizionata in Park Lane Square e Barcellona in Bow Street. Abbiamo scelto una località per ogni colore impostato nel gioco e lo abbiamo associato con le nostre Carte delle Probabilità per fornire suggerimenti sulle cose da vedere e da fare". Quindi, se avete voglia di scegliere una nuova vacanza lanciate i dadi. Liberamente tradotto da "The Sun" Autore: Lisa Minot
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| Fonte: "The Sun" |
È gia stato soprannominato Storsjoojuret il grosso animale filmato nelle profonde acque del grande lago Storsjon, in Svezia. Una troupe della Sveriges Television, il servizio pubblico radiotelevisivo svedese, è riuscita a filmare questa lunga creatura dalla forma di serpente nei primi giorni di agosto. Secondo gli autori del filmato questa è la prova conclusiva che lo strano animale esiste. La conduttrice del notiziario afferma: "La digitalizzazione del filmato ai raggi infrarossi dimostra che l'animale è caldo e costituito da cellule. Potrebbe essere un grande serpente marino o qualcosa di simile". Ma per gli inglesi "qualsiasi cosa essa sia non sarà mai il nostro Nessie". Il link al videoLiberamente tradotto da "The Sun"
Un'area denominata Upper Xingu, nell'ovest del Brasile, è sempre stata considerata come una foresta vergine, ma in realtà presenta ampie tracce di attività umane.
Ricercatori hanno scoperto tracce di una griglia di insediamenti umani collegati da reti stradali e disposti intorno a grandi piazze centrali. Vi sono segni di allevamento, di gestione delle zone umide e, probabilmente, di allevamenti ittici. Gli antichi insediamenti sono quasi completamente nascosti dalla foresta pluviale. Le antiche comunità urbane ritrovate risalgono ad un'epoca anteriore allo sbarco dei primi europei nella regione brasiliana dello Xingu avvenuto nel 15° secolo.
Urbanistica
Il professor Mike Heckenberger, della University of Florida, ha detto: "Queste non sono le città, ma si tratta di urbanistica, costruzioni attorno alla città. I reperti dimostrano notevoli capacità di pianificazione e di auto-organizzazione, più di molti classici esempi".
Anche se i resti sono quasi invisibili, possono essere identificati dai membri della tribù Kuikuro, che affermano di essere diretti discendenti del popolo che ha costruito la città. Nei loro racconti, è compreso quello della "terra scura" che indica come nel passato si sia fatto uso di discariche dei rifiuti umani o di allevamento.
Nel corso di un decennio, i ricercatori hanno anche fatto uso di immagini satellitari e localizzazione GPS per scoprire e mappare gli insediamenti. La comunità era dislocata in gruppi a costituire una città di circa 60 ettari a cui si aggiungevano villaggi più piccoli sparsi nella foresta pluviale.
Rete stradale
Come per la cività medievale europea e le antiche città greche, quelle città che formavano il paesaggio urbano amazzonico erano circondate da mura di grandi dimensioni. Queste mura erano costruite con la terra compattata, i cui resti sono giunti fino a noi.
Ogni comunità aveva una strada identica alle altre, tracciata sempre in direzione da nord-est a sud-ovest; ogni stra si collegava ad una piazza centrale. Le strade erano orientate in questo modo per essere in linea con il solstizio d'estate.
Sono state trovate tracce di dighe e bacini artificiali, per cui si pensa che siano stati utilizzati per l'allevamento di pesci, ma anche di ampi spazi aperti e grandi cumuli di compost.
I ricercatori ritengono che le comunità che una volta vivevano in questi insediamenti siano state spazzate via dai coloni europei e dalle malattie che si portavano appresso.
Liberamente tradotto da "BBC News"
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| Tre viste di un frammento di uno dei Rotoli del Mar Morto |
| Fonte: Rina Castelnuovo - The New York Times |
In un affollato laboratorio dalle pareti grigie e raffreddato come una grotta, una mezza dozzina di specialisti è impegnata in una storica impresa: fotografare digitalmente ognuno delle migliaia di frammenti dei Rotoli del Mar Morto con lo scopo di mettere l'intero file a disposizione di tutti su Internet. Dotati di fotocamere molto potenti con risoluzione e nitidezza molte volte superiori a quelli dei modelli convenzionali, e con le luci che non emettono né calore né raggi ultravioletti, tecnici e scienziati stanno riportando alla luce le sezioni e le lettere dei Rotoli, precedentemente illegibili; tali scoperte potrebbero avere un enorme impatto accademico. I Rotoli, vecchi di 2000 anni ritrovati alla fine del 1940 in alcune grotte a est di Gerusalemme vicino al Mar Morto, contengono la copia più antica di ogni libro della Bibbia ebraica (manca solo il libro di Ester), così come testi apocrifi e le descrizioni dei rituali di una setta giudaica al tempo di Gesù. I testi, la maggior parte di essi scritti su pergamena, ma alcuni su papiro, datano dal terzo secolo aC al primo secolo dC. Solo pochi frammenti dei Rotoli sono di grandi dimensioni e sono esposti presso il Museo di Israele. La maggior parte di ciò che è stato trovato è suddiviso in 15000 frammenti che compongono circa 900 documenti; nel tempo si è generata una lunga discussione su come ordinare i frammenti, su quale fosse l'origine dei Rotoli del Mar Morto e sul significato dei testi in essi contenuti. I Rotoli del Mar Morto sono tra le più importanti fonti di informazioni sull'ebraismo e sull'inizio della religione cristiana. Dopo la loro scoperta sono stati ben custoditi da una piccola cerchia di studiosi. Negli ultimi 20 anni la possibilità di studiarli è migliorata in maniera significativa, e nel 2001 sono stati pubblicati nella loro interezza. Ma, lungi dall'ottenere una spiegazione definitiva, il dibattito sui Rotoli del Mar Morto sembra destinato a crescere. Studiosi di tutto il mondo continuamente chiedono all'Authority per le Antichità di Israele, i custodi dei Rotoli, la possibilità di accedere ad essi e musei di tutto il mondo cercano di poterli esporre al pubblico. Il mese prossimo, ad esempio, il Jewish Museum di New York inaugura una mostra di sei dei Rotoli del Mar Morto. I custodi dei Rotoli, persone come Pnina Shor, capo del dipartimento della conservazione dell'Authority per le Antichità di Israele, sono lieti di tanto interesse, ma ogni volta sono costretti a dire che quando un rotolo è esposto alla luce, al calore e all'umidità, si deteriora. L'intera collezione, nel passato, è stata fotografata solo una volta, nel 1950, utilizzando la tecnica degli infrarossi e quelle fotografie sono custodite in una camera a clima controllato dal momento che mostrano cose già scomparse da alcuni dei Rotoli. Anche le fotografie all'infrarosso del 1950 saranno digitalizzate e messe a disposizione. "Il progetto è iniziato come una necessità di conservazione," ha spiegato Pnina Shor. "Volevamo monitorare il deterioramento dei Rotoli del Mar Morto e abbiamo concluso che avevo bisogno di prendere foto dettagliate per osservare il processo. Per questo abbiamo deciso di fare una serie completa di foto, sia a colori, sia all'infrarosso, per controllare selettivamente cosa sta succedendo. Successivamente abbiamo deciso che potevamo mettere a disposizione di tutti, on line, in modo che chiunque sia in grado di vedere ogni singolo dettaglio dei Rotoli del Mar Morto, cosa mai avvenuta fino ad ora". Il processo potrebbe richiedere uno o due anni prima che sia disponibile online ed è guidato da Greg Bearman, che ha lasciato il NASA Jet Propulsion Laboratory. La raccolta dei dati è guidata da Simon Tanner del Kings College di Londra. Bearman sta anche utilizzando una fotocamera spettrale realizzata appositamente con una spesa di 75000 dollari in grado di produrre un'immagine fotografica di sezioni precedentemente illeggibili. Jonathan Ben-Dov, professore di studi biblici presso l'Università di Haifa, partecipa al progetto di digitalizzazione. "Una volta completato questo progetto, ha detto Ben-Dove, "ogni studente sarà in grado di dare uno sguardo dettagliato e da numerosi punti di vista sui Rotoli del Mar Morto." Liberamente tradotto da "The New York Times" Autore Ethan Bronner
 La Gran Bretagna sarà il più popoloso paese europeo nel 2060, superando Germania e Francia. Un'indagine sulla tendenza demografica della popolazione europea evidenzia un tasso di natalità positivo per la Gran Bretagna in netto contrasto con la maggior parte degli altri grandi paesi europei. L'impatto del ridimensionamento della popolazione, accoppiato all'invecchiamento della società, provocherà grossi problemi per il sistema pensionistico, per quello sanitario e per il welfare in tutta l'Unione Europea, recita il rapporto pubblicato da Eurostat, il servizio di statistica della Commissione Europea. Ma la Gran Bretagna è destinata a soffrire di meno questi problemi grazie alla forte crescita della popolazione e all'età media più giovane. Attualmente l'immigrazione è l'unico fattore in grado di mitigare il problema della crescita della popolazione, ma, secondo il rapporto dell'Unione Europea, non sarà sufficiente ad invertire la tendenza al declino degli abitanti di molti paesi europei. Lo studio prevede che nel 2060 la popolazione della Gran Bretagna aumenterà del 25%, passando dagli attuali 61 milioni a circa 77 milioni di abitanti. Al contrario la Germania, che attualmente è il paese più popoloso dell'Unione Europea con oltre 82 milioni di abitanti, nel 2060 avrà perso circa 12 milioni di residenti. La Francia, grazie alle politiche di sostegno delle nascite e del lavoro femminile, continuerà a crescere attestandosi fra cinquant'anni a 72 milioni. L'Italia dovrebbe rimanere stabile con 59 milioni di abitanti. Tra i sei paesi più popolosi dell'Unione Europea (Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia, Spagna e Polonia) la Gran Bretagna è quella che cresce di più, ma paesi più piccoli come Cipro, Irlanda e Lussemburgo hanno prospettive migliori. Nell'insieme la popolazione dell'Unione Europea passerà dagli attuali 495 milioni a 520 milioni nel 2035 per decrescere a 505 milioni nel 2060.
Popolazione europea nel 2060
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| Gran Bretagna |
77 milioni |
| Francia |
72 milioni |
| Germania |
71 milioni |
| Italia |
59 milioni |
| Spagna |
52 milioni |
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Percentuale di incremento di popolazione
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| Cipro |
66% |
| Irlanda |
53% |
| Lussemburgo |
52% |
| Gran Bretagna |
25% |
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Percentuale di decremento
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| Bulgaria |
28% |
| Lettonia |
26% |
| Lituania |
24% |
| Romania |
21% |
Liberamente tradotto da "The Guardian" Autore Ian Traynor
I produttori cinematografici di Bollywood stanno per proiettare nelle sale indiane un film intitolato "Hari Puttar: una commedia del terrore", ma nello stesso tempo sono impegnati per respingere una causa presentata dalla Warner Brothers che rivendica il fatto che il titolo del film è troppo vicino al loro iperfamoso maghetto Harry Potter.
Anche se spesso i film di Bollywood "prendono in prestito" dai film occidentali, per i produttori di "Hari Puttar" questo film non ha alcuna somiglianza con qualsiasi altro film della serie di "Harry Potter".
"Non c'è assolutamente alcuna possibilità di collegare 'Hari Puttar' con 'Harry Potter," ha detto Munish Purii, direttore generale della Mirchi Film, con sede a Mumbai, che ha prodotto il film. "Hari è un nome molto comune in India e "puttar" significa figlio nella lingua Punabji".
Il film, che non sembra essere basato sui libri di J.K. Rowling che costituiscono la base della fortunatissima serie della Warner, è incentrato su un ragazzo di circa 10 anni che si trasferisce in Gran Bretagna e si trova coinvolto in una serie di avventure.
Non si tratta di un racconto di magie o scope volanti, ma è, piuttosto, la storia di un ragazzo indiano uscito di casa da solo, che combatte ladri e malviventi mentre i suoi genitori sono in vacanza; una trama che ricorda il film "Mamma ho perso l'aereo".
Tuttavia la Warner Bros si batte per un provvedimento inibitorio nei confronti del film, la cui uscita nelle sale dell'India è prevista per il 12 settembre. Deborah Lincoln, portavoce della major americana, conferma che la Warner ha presentato una querela contro i produttori di "Hari Puttar". "La Warner Bros valorizza e protegge i diritti di proprietà intellettuale", ha detto la Lincoln, "tuttavia, non è nostra abitudine discutere pubblicamente i dettagli delle controversie in corso".
Liberamente tradotto da "International Herald Tribune" Autore Associated Press
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| Fonte: stock.xchng |
In Russia ci sono quasi 100 milioni di acri di terra agricola lasciata incolta in una delle aree più fertili; terra che potrebbe sfamare milioni di persone. Questo non è uno scenario da fine del mondo, è una realtà russa. Nel momento in cui i prezzi dei prodotti alimentari sono causa di fame e povertà per milioni di persone in tutto il mondo, potrebbe sembrare un comportamento criminale. Ma tali prezzi elevati potrebbero indurre a coltivare nuovamente la terra e portare, ancora una volta, cibo per tutti i mercati del mondo. Due agricoltori britannici del Nottinghamshire si sono trasferiti in una regione nel sud della Russia, denominata "chernozem" (terra nera), per trasformare terreni abbandonati in rigogliosi campi di grano. Introducendo moderni metodi di coltivazione, hanno ottenuto una produzione maggiore di quasi tre volte rispetto a quella degli agricoltori locali. Ampliando questo tipo di coltivazione su tutto il territorio russo, e senza toccare alcun terreno vergine, la Russia potrebbe approvvigionare il mondo fino a un massimo di 300m di tonnellate di cereali all'anno, il che la renderebbe il terzo più grande produttore di cereali dietro Cina e America. Nel 2002 Richard Willows, un commerciante di cereali, e Colin Hinchley, un agricoltore, sono arrivati in Russia e hanno acquistato nella regione di Penza terreni che non erano mai stati coltivati. Hanno impiantato la loro azienda, Heartlands Farm, ed hanno iniziato ad applicare le più moderne tecniche di coltivazione utilizzando anche le loro apparecchiature hi-tech. I risultati sono stati sbalorditivi, tanto da far strabuzzare gli occhi non solo a loro, ma anche alle autorità locali. Colin Hinchley qui ha un'azienda agricola di 67.000 acri (un acro equivale a circa 4000 metri quadri, n.d.t.) e, camminando in uno dei suoi verdi campi di grano ondeggiante, ci ha spiegato come è giunto a questo risultato.
"Questa terra si era trasformata in una macchia. Non era stata coltivata per otto o nove anni, quindi abbiamo dovuto tagliare via la vegetazione spontanea, l'erba e tutti gli alberi, e cominciare il processo di coltivazione". "Il terreno è molto buono e consistente, tanto da essere considerato uno dei migliori terreni di coltura nel mondo. Questo campo è la dimensione di una media azienda in Inghilterra. Finora siamo riusciti a raddoppiare la resa, ma quest'anno ci aspettiamo tre volte un normale rendimento russo: circa sei tonnellate per ettaro." Molti altri giganti del settore agroalimentare hanno seguito l'esempio di Heartlands. E non soltanto gli stranieri, ma anche i russi, hanno capito che si può guadagnare tanto denaro non solo trivellandola la terra, ma anche coltivandola. Liberamente tradotto da "BBC News" Autore Daniel Fisher
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| Fitness - fonte: stock.exhange |
Si può godere dei benefici dell'esercizio fisico senza sottoporsi ad ore di fatica? In un prossimo futuro la risposta potrebbe essere sì: basterà prendere una pillola che inganna i muscoli convincendoli che hanno lavorato furiosamente. I ricercatori del "Salk Institute" hanno trovato due farmaci che fanno meraviglie sui topi, migliorando la loro resistenza negli sforzi atletici. Un farmaco, noto come Aicar, ha aumentato la resistenza del topo a camminare sulla classica ruota del 44 per cento dopo solo quattro settimane di trattamento. Un secondo farmaco, denominato GW1516, ha aumentato la resistenza dei topi di un 75 per cento, ma ha dovuto essere combinato con l'esercizio fisico per avere effetto. I risultati, ha detto Ronald Evans, leader del gruppo Salk, fanno pensare che si otterranno gli stessi effetti con gli esseri umani, perchè il controllo del tono muscolare ha la stessa base di geni dei topi. Se questi farmaci confermeranno i risultati e si dimostreranno sicuri, potrebbero essere molto utili in una vasta gamma di situazioni. Innanzitutto potrebbero aiutare le persone che sono troppo fragili per praticare esercizio fisico e anche quei soggetti con problemi di salute come il diabete che migliorano con l'esercizio muscolare. Ovviamente questo farmaco sarebbe molto appetibile agli atleti che cercherebbero di migliorare le loro prestazioni. Grazie ai fondi del "Howard Hughes Medical Institute", Evans ha elaborato un test per rilevare se un atleta ha fatto uso del farmaco, e lo ha reso disponibile all'Agenzia mondiale anti-doping, che prepara un elenco di sostanze proibite per il Comitato olimpico internazionale. I funzionari dell'anti-doping confermano la collaborazione con Evans, ma non possono dire con certezza quando il test sarà messo in pratica. Il dottor Johan Auwerx, specialista in malattie metaboliche presso l'Università Louis Pasteur di Strasburgo, in Francia, ha dichiarato che il risultato con il farmaco Aicar "sembra piuttosto buono e potrebbe essere molto utile nel trattamento del diabete e dell'obesità. Il fatto che sia possibile mimare l'esercizio muscolare è un grande vantaggio perché la dieta e l'esercizio fisico sono i pilastri di trattamento del diabete". L'idea di una seduta di allenamento racchiusa in una pillola è troppo bella per essere vera, ma Evans ha notevoli credenziali di ricerca, tra cui il premio Lasker, che spesso è un'anticipazione del Premio Nobel. Egli è un esperto su come gli ormoni lavorano nelle celle e su un potente controllo gene-proteina chiamato PPAR-delta, che ordina alle cellule adipose di bruciare i grassi. Quattro anni fa ha scoperto che il PPAR-delta svolge un ruolo diverso nel muscolo. Esistono due forme principali di fibre muscolari. Le fibre di tipo 1 hanno un copioso numero di mitocondri, gli organelli che generano l'energia nella cellula, e sono quindi resistenti alla fatica. Le fibre di tipo 2 hanno un minor numero di mitocondri e si stancano facilmente. Gli atleti hanno molte fibre muscolari di tipo 1, mentre le persone con obesità e diabete hanno poche fibre di tipo 1 e molte di più del tipo 2. Evans and his team found that PPAR-delta remodels the muscle, producing more of the high endurance type of fiber. Evans ha scoperto che il controllo PPAR-delta rimodella i muscoli, facendo produrre più fibre del tipo 1 ad alta resistenza alla fatica. Quindi con tecniche di ingegneria genetica ha selezionato un ceppo di topi con muscoli che producono una quantità maggiore di PPAR-delta. Questi topi hanno più fibre muscolari di tipo 1 e riescono a correre il doppio dei topi normali prima di crollare per la fatica. Non potendo fare ingegneria genetica sull'uomo, Evans si è messo alla ricerca di un farmaco che potesse interagire con il controllo PPAR-delta. Ne sono scaturiti l'Aicar, già conosciuto dl 1994 ed utilizzato per altri scopi e il GW1516. L'Aicar funziona perchè simula un sottoprodotto del metabolismo energetico che segnala alla cellula un consumo eccessivo di energia e che necessita di più fibre muscolari per sostenere lo sforzo. Il GW1516 attiva il PPAR-delta che però sembra agire solo su un set di geni, mentre l'esercizio fisico ne attiva deglia altri; ma tutti questi geni sono necessari per avere una maggiore resistenza musclare alla fatica. Liberamente tradotto da "International Herald Tribune" Autore Nicholas Wade
Sembra un paradosso: i ricercatori occidentali sulle cellule staminali sono etichettati dalla Chiesa cattolica come coloro che vogliono sostituirsi a Dio, mentre in Iran i genetisti non hanno ostacoli imposti dalla dottrina religiosa.
In questi ultimi giorni mi è stato chiesto per ben tre volte se penso che i fisici stanno andando a distruggere il mondo nel momento in cui accendono il "Large Hadron Collider" - il gigantesco acceleratore di particelle sotterraneo a Ginevra.
Si chiedono se, come è stato riportato, l’energia che si produce quando fasci di particelle subatomiche che viaggiano ad una velocità prossima a quella della luce collidono e si frantumano creerà mini buchi neri in grado di inghiottire l'intero pianeta. Questo si aggiunge alle preoccupazioni che molte persone hanno sulla catastrofe ambientale derivata dal cambiamento climatico dipendente dalla nostra dipendenza dai combustibili fossili, o sulle colture geneticamente modificate o sugli embrioni ibridi in grado di produrre neonati tipo Frankenstein, o ancora l’energia nucleare che lascerà alle generazioni future un patrimonio di scorie radioattive. L’uomo medio non può che essere spaventato da questo tasso di progresso scientifico.
Dell’elenco appena fatto, l'unica questione a cui non sono in grado di fornire qualsiasi tipo di rassicurazione è il cambiamento climatico, sul quale io sono preoccupato come tutti gli altri. Per il resto, tali preoccupazioni sono basate su timori infondati derivanti da un fraintendimento sullo sviluppo della scienza.
Naturalmente è molto giusto che le implicazioni - etiche o di altra natura - di tutti i tipi di ricerca scientifica siano all'ordine del giorno del governo nel processo decisionale e nel finanziamento della ricerca. La scienza etica è anche insegnata come parte della nuovo curriculum scientifico nelle scuole del Regno Unito. Finora l’etica è stata un fattore determinante solo nella ricerca medica, ed è un bene che le stesse norme comincino ad essere applicate agli altri settori della scienza.
In una recente visita in Iran, mi è stato consentito l'accesso illimitato all’Istituto Royan di Teheran dove si studiano la genetica, il trattamento della sterilità, si fa ricerca sulle cellule staminali e la clonazione animale è tutto si svolge in un clima di apertura molto in contrasto con le mie aspettative. Gran parte del lavoro che si svolge al Royan è terapeutico ed è incentrato sul trattamento della sterilità. Ma la loro ricerca di base sulla genetica è notevolmente avanzata, nonostante le restrizioni imposte a molti dei ricercatori, come partecipare a riunioni internazionali e l’impossibilità di pubblicare i propri lavori in riviste internazionali. Ciò che più mi ha colpito è stato il modo con cui l'autorità di vigilanza della ricerca sembrano aver affrontato i campi minati dell’etica, in netto contrasto con le proteste da parte di alcuni settori del Regno Unito nel momento in cui il disegno di legge che regolamenta la ricerca sugli embrioni umani è stato presentato in Parlamento.
Al Royan ho parlato con uno degli Imam che fa parte del loro comitato etico. Mi ha spiegato che ogni progetto di ricerca proposto deve essere autorizzato dalla sua commissione per garantire che non è in contrasto con l'insegnamento Islamico. Così, mentre questioni come l'aborto sono ancora soggette a restrizioni (è consentito solo quando la vita della madre è in pericolo), la ricerca sugli embrioni umani è consentita.
In questo paese (il Regno Unito, n.d.t) la Chiesa cattolica ha definito immorale la ricerca sulle cellule staminali embrionali umane e afferma che fare bricolage con la vita umana equivale a giocare a fare il Dio. L'Imam iraniano, giustamente, ha sottolineato che tutto ciò che è prodotto in questa ricerca è solo un ammasso di cellule, non un feto, e si chiede il perché di tutto questo polverone. Si tratta solo di cellule staminali che poi si differenziano in cellule specializzate e che sono utilizzate per far ricrescere tessuti sani atti a sostituire quelli danneggiati da traumi o compromessi dalla malattia. Gli scienziati credono di poter trattare con la terapia di cellule staminali il morbo di Parkinson, il morbo di Alzheimer, alcune malattie cardiache, l’ictus, l’artrite, il diabete, ma anche ustioni e danni al midollo spinale. La questione fondamentale è se l'originale unico zigote (l'ovulo fecondato) è definito come un essere umano. Se la risposta a questa domanda è affermativa si può sostenere che è moralmente sbagliato distruggere l'embrione, come viene fatto, una volta che sono state prelevate le cellule staminali. Molti nella Chiesa cattolica, ritengono che il momento della fecondazione è anche l'inizio della vita umana, una convinzione non condivisa dall’Islam. Secondo l'insegnamento islamico, ho scoperto, il feto diventa un essere umano completo solo dopo 120 giorni a decorrere dal momento del concepimento, e così la ricerca al Royan sulle cellule staminali embrionali umane non è vista come un giocare a fare Dio; essa si svolge in una fase molto più precoce.
Così, mentre l'Occidente trova sgradevole molte cose delle regole imposte nella vita islamica, quando si tratta di genetica loro non sono impediti dalla dottrina religiosa.
Liberamente tradotto da “The Guardian” Autore: Jim Al-Khalili Jim Al-Khalili è un professore di fisica presso l'Università degli Studi di Surrey
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