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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di Giuseppe Sisinni (del 30/10/2008 @ 19:21:20, in Scienza, letto 732 volte)
Gli scienziati hanno segnalato il primo caso conosciuto di una donna che non è in grado di riconoscere alcuna voce a parte una quella di James Bond interpretato da Sean Connery.

Si tratta di una madre, identificata nello studio dell'University College di Londra solo con le iniziali KH, fa molta fatica anche per ricordare la voce della propria figlia.

Curiosamente, l'unica voce che può riconoscere appartiene a Sean Connery.
I ricercatori, che chiamano questo disturbo Phonoagnosia, affermano che la donna evita anche di rispondere al telefono.

KH, una professionista di successo, ha 60 anni e combatte con la sua Phonoagnosia sin dalla fanciullezza, anche se ha imparato a conviverci. Infatti nel tempo ha sviluppato alcune strategie; ad esempio, fornisce ad amici e conoscenti differenti versioni del suo primo nome, così quando qualcuno la chiama inaspettatamente lei riesce comunque ad identificarlo dal nome che ha usato per chiamarla.

Ha deciso di rivolgersi alla scienza solo quando ha scoperto, leggendo una rivista, che esiste una categoria di persone che non riesce a riconoscere i volti.

"Occasionalmente, alcune persone hanno problemi di riconoscimento delle voci in seguito a danni cerebrali, ma questo è il primo caso documentato di qualcuno che è cresciuto con questa condizione." ha dichiarato il dott. Brad Duchane dell'University College di Londra. "Sospettiamo che ci siano altre persone con problemi similari e vorremmo entrare in contatto con loro.
Il riconoscimento vocale non sembra essere così importante come il riconoscimento del volto: trovarsi faccia a faccia con qualcuno e non ricordarsi la sua identità provoca sicuramente più ansia del mancato riconoscimento di una voce al telefono."


Liberamente tradotto da "Daily Mail"
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di Giuseppe Sisinni (del 26/10/2008 @ 16:03:34, in Musica, letto 750 volte)
Grace Jones ha ormai 60 anni, ma non si ferma. In questo autunno ha progettato la madre di tutti i ritorni. Il suo primo album negli ultimi due decenni, "Hurricane", esce nei primi giorni di novembre e per il prossimo anno promette un film documentario sulla sua vita diretto da Sophie Fiennes.

In preparazione per il suo primo album in quasi venti anni, Hurricane, la Jones ha partecipato a vari festival tra cui Secret Garden Party e Lokerse Feesten in Belgio.

A quest'album così atteso hanno collaborato Brian Eno, Sly & Robbie, mentre la produzione è di Grace Jones e del suo compagno Ivor Guest.

Si è fatto molto rumore attorno al brano "Corporate Cannibal", un gran bel pezzo dai toni feroci e sinistri che riflettono la vita del XXI secolo. Il brano, che è incluso nel nuovo album "Hurricane" atteso per il 3 novembre, è stato lanciato con un pregevole video in bianco e nero diretto da Nick Hooker.

Il video Corporate Cannibal





Grace JonesHurricane

This Is
Williams’ Blood
Corporate Cannibal
I’m Crying (Mother’s Tears)
Well Well Well
Hurricane
Love You To Life
Sunset Sunrise
Devil In My Life
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di Giuseppe Sisinni (del 25/10/2008 @ 19:34:24, in Curiositą, letto 612 volte)
Maple StoryUna donna giapponese di 43 anni, arrabbiata per l'improvviso divorzio subito, si è loggata con le credenziali del marito che aveva sposato in un gioco online e ne ha ucciso la persona digitale.

La donna, che è stato imprigionata per accesso illegale ad un computer e manipolazione di dati elettronici, ha usato l'ID e la password del marito virtuale per accedere sul popolare gioco interattivo "Maple Story" ed effettuare l'omicidio virtuale. Il fatto è avvenuto nello scorso mese di maggio, e a comunicarlo, ieri, è stato un ufficiale di polizia di Sapporo.

"Ho divorziato improvvisamente, senza neanche una parola che annunciasse il divorzio;" è la dichiarazione rilasciata dalla donna alla polizia "e questo mi ha fatto molto arrabbiare.

La donna, un'insegnante di pianoforte, secondo le dichiarazioni della polizia, non ha tramato altre vendette nella vita reale, ma rischia comunque cinque anni di carcere o una multa di 5000 dollari.

Tutto è partito dalla denuncia dell'uomo, un impiegato trentatreenne, che si è rivolto alla polizia quando ha scoperto che il suo avatar in Maple Story era morto.

Liberamente tradotto da "Herald Tribune"
Autore Associated Press
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di Giuseppe Sisinni (del 24/10/2008 @ 20:57:06, in Scienza, letto 964 volte)
ciboVuoi dimagrire? Basta con le diete più o meno fantasiose. Il sogno di perdere peso mangiando sta per diventare realtà. È una delle strategie in corso di elaborazione da parte degli scienziati che cercano di ottenere degli alimenti che inganno il corpo con una sensazione di pienezza.

Presso l'Istituto di Ricerca Alimentare a Norwich, in Inghilterra, l'esperto di alimentazione Peter Wilde ed alcuni suoi colleghi stanno sviluppando cibi che rallentano il sistema digerente che poi fa scattare un segnale al cervello in grado di sopprimere l'appetito.

"È un inganno, ti fa credere che hai mangiato troppo quando in realtà hai lo stomaco vuoto" afferma Wilde. Partendo dai suoi studi sulla digestione dei grassi, lo scienziato inglese è convinto che può essere possibile trasformare gli alimenti, dal pane allo yogurt, in modo da rendere più facile la dieta.

Anche se la ricerca è ancora in una fase preliminare, l'approccio di Wilde di tenere a freno l'appetito è visto dai medici come una chiave risolutiva nella lotta all'obesità epidemica.

Scienziati negli Stati Uniti e in Europa tentano di tenere sotto controllo l'appetito attraverso l'inserimento nell'organismo di sostanze chimiche o di dispositivi impiantabili che interferiscono con il sistema digerente.

Steve Bloom, docente di medicina investigativa all'Imperial College di Londra, che non è correlato con la ricerca di Wilde afferma che regolare l'appetito attraverso gli alimenti modificati è teoricamente possibile, ma avverte anche che "il corpo umano ha un sacco di funzioni per impedire che i suoi meccanismi di regolamentazione possano essere ingannati".

Ad esempio, mentre alcuni ormoni regolano l'appetito, il cervello si basa anche su recettori nervosi nello stomaco per rilevare la presenza di cibo e segnalare quando lo stomaco è pieno.

La ricerca di Wilde si basa sui meccanismi di digestione dei grassi. Le molecole di grasso normalmente vengon scisse nella prima parte dell'intestino. Quando si mangia un pasto ricco di grassi, il corpo riesce a digerire le molecole grasse in zone più lontane dell'intestino, e ciò stimola il rilascio di ormoni che sopprimono l'appetito.

Wilde cerca di sfruttare questo meccanismo ricoprendo le goccioline di grasso dei cibi con proteine modificate, in questo modo gli enzimi che devono scindere le molecole grasse impiegano più tempo. Questo significa che il grasso non viene digerito fino a quando non raggiunge le parti più lontane dell'intestino; a questo punto le cellule intestinali mandano un segnale di pienezza al cervello.

Quindi, anche se l'organismo non ha ingerito un pasto ricco di grassi, l'appetito viene soppresso comunque, come se si fosse realmente mangiato tanto. Se il grasso fosse stato digerito nella parte alta dell'intestino, il segnale inibitore non sarebbe sato lanciato.

Wilde afferma che questa tecnica può funzionare efficacemente con alcuni cibi di uso quotidiano che contengono molecole di grasso, come maionese, pane, pasticcini e che il sapore di questi alimenti molto probabilmente non cambierà.


Liberamente tradotto da ABC News
Autore Associated Press
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di Giuseppe Sisinni (del 21/10/2008 @ 21:23:18, in Tecnologia, letto 726 volte)
Il Chandrayaan-1, come è chiamato il veicolo spaziale costruito dalla base spaziale dell'India, è già sulla rampa di lancio. La missione indiana, prevede un viaggio, privo di astronauti, intorno alla luna con lo scopo di preparare un atlante tridimensionale del nostro satellite e un'analisi delle risorse naturali offerte dalla superifice lunare, uranio compreso.
Non è previsto l'allunaggio del veicolo, anche se sarà inviata una piccola sonda sulla superficie lunare.

Le immagini della navicella spaziale indiana sono di proprietà dell'Indian Space Research Organization,

Chandrayyan   Chandrayyan
ChandrayyanChandrayyan Chandrayyan      

   

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di Giuseppe Sisinni (del 18/10/2008 @ 21:29:51, in Societą, letto 1839 volte)
amantiSe hai avuto rapporti sessuali con qualcuno che non è il tuo partner e stai pensando di dirglielo, prima leggi questo.

1. L'infedeltà non è così comune come si potrebe credere. Un sondaggio on-line del 2006 su 46000 individui ha rivelato che un uomo sposato su cinque e una donna sposata su dieci è stato infedele durante il suo matrimonio.

2. Se non esiste alcuna possibilità che il vostro partner venga a scoprire la scappatella, e volete che il vostro rapporto continui, l'onestà non è necessariamente la miglior politica.

3. Sei paralizzato dal senso di colpa o senti il bisogno di un consiglio? Parlane con una terza persona, il più possibile neutrale, meglio se con servizi telefonici adatti allo scopo.

4. Se la relazione extraconiugale è ancora attiva e c'è qualche possibilità che qualcuno la riferisca al vostro partner, tiratene fuori. Un'avventura di una notte potrebbe essere perdonata, la menzogna continua sicuramente no.

5. Non compromettere la salute sessuale del partner. Se, stupidamente, hai avuto rapporti sessuali non protetti esegui i test per le malattie a trasmissione sessuale. Anche se i tuoi risultati sono negativi, dì la verità al tuo partner in modo che possa eseguire a sua volta gli esami medici.

6. Se e quando decidi di comunicare al partner la tua infedeltà, il motivo che ti spinge a farlo dovrebbe essere un vero e proprio desiderio di migliorarsi, o al contrario un modo per chiudere il rapporto. Non confessare il tradimento per alleviare il senso di colpa.

7. L'infedeltà è spesso un sintomo, non una causa, di problemi nel proprio rapporto sentimentale. Per esempio, se si era ubriachi o fatti durante il tradimento, il problema non è l'infedeltà ma l'alcol o le droghe.

8. Frank Pittman, psichiatra ed esperto di relazioni coniugali, afferma che vi sono quattro tipi di infedeltà:
infedeltà accidentale (un atto di involontaria, di solito per ubriachezza, incuria);
vicenda romantica (si incontra qualcuno meraviglioso mentre si sta attraversando una grande crisi personale);
accordo matrimoniale (si evita di trattare per un matrimonio che non finisce ma non si recupera);
latin lover (di solito un uomo che ha continuamente bisogno di affermare la propria virilità, ma anche le donne che sono figlie o ex-mogli di latin lover).

9. Le relazioni extraconiugali restano la principale causa di divorzio.

10. Solo il 3% di persone facoltose, ma infedeli, che divorziano dal proprio partner poi sposano l'amante. E tra quelli che sposano l'amante la percentuale di divorziati è del 75%. (Dati provenienti dalle casistische di Frank Pittman).

Liberamente tradotto da "The Times"
Autore Suzi Godson
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Nel tentativo di far ripartire la sua economia in difficoltà, il governo italiano si sta concentrando su obbiettivi facili da raggiungere ma un po' avventati.

ricercaCorrono brutti tempi per gli scienziati in Italia, così come sono messi con un governo che agisce con la sua peculiare filosofia di riduzione dei costi.

La scorsa settimana, decine di migliaia di ricercatori sono scese nelle strade per manifestare la propria opposizione ad una proposta di legge progettata per il controllo della spesa pubblica (vedi articolo precedente, in inglese) .
Se approvata, come è nelle previsioni, la legge permetterebbe al governo di disfarsi di circa 2.000 ricercatori a tempo determinato, che costituiscono la spina dorsale della ricerca italiana già gravemente sottodimensionata, e circa la metà di questi sono già stati selezionati per posti di lavoro permanenti.

Nonostante la protesta degli scienziati, Silvio Berlusconi di concerto con il suo governo di centro-destra, ha decretato che i bilanci di università e ricerca potrebbero essere usati come fondi per puntellare l'Italia delle banche e degli istituti di credito.

Questa non è la prima volta che Berlusconi prende di mira le università. Nel mese di agosto ha firmato un decreto che taglia i fondi per l'università del 10% il che permette di coprire solo uno ogni cinque posti vacanti. Ha inoltre consentito di trasformare le università in fondazioni private nel tentativo di portare un reddito supplementare.

E visto il clima di questi giorni, i rettori credono che l'ultimo passo potrebbe servire a giustificare ulteriori tagli ai bilanci che si tradurrebbero nell'abbandono di corsi accademici con scarso valore commerciale, come quelli classici o di scienza di base.

Nel frattempo, il ministro per l'Educazione, l'Università e la Ricerca, Mariastella Gelmini, è rimasta in silenzio su tutte le questioni connesse al suo ministero, con l'eccezione delle scuole secondarie, e ha permesso che decisioni governative  così distruttive procedessero nel loro iter senza sollevare obiezioni.
Ha rifiutato di incontrare scienziati e studiosi e di ascoltare le loro preoccupazioni o, almeno, di spiegare loro le politiche che sembrano richiedere il loro sacrificio, nè ha delegato un sottosegretario per affrontare questi temi al suo posto.

Invece, il ministro della Pubblica Amministrazione e dell'Innovazione, Renato Brunetta, ideatore del piano, ha ricevuto le organizzazioni scientifiche colpite dai tagli.
Ma Brunetta sostiene che ben poco si può fare per interrompere l'iter o modificare il disegno di legge,  anche se è ancora in fase di discussione nei comitati e deve ancora essere votato da entrambe le camere.
In una intervista ad un giornale, Brunetta ha anche paragonato i ricercatori a capitani di ventura, mercenari o avventurieri del Rinascimento, dicendo che a dare loro un posto di lavoro permanente sarebbe "un po' come ucciderli".

Il governo Berlusconi può essere convinto che le misure di bilancio draconiane sono necessarie, ma i suoi attacchi contro la ricerca di base dell'Italia sono sconsiderati e denotano miopia.

Il governo ha trattato la ricerca come un'altra voce di spesa da tagliare, quando dovrebbe essere considerata come un investimento nella costruzione della conoscenza del XXI secolo.
Infatti,l'Italia ha già abbracciato questo concetto con la firma del trattato dell'Unione Europea concertato a Lisbona nel 2000, in cui gli Stati membri si sono impegnati ad aumentare i fondi per le attività di ricerca e sviluppo al 3% del loro prodotto interno lordo.
L'Italia, un paese del G8, attualmente ha una delle più basse spese per la ricerca e lo sviluppo in questo gruppo: appena l'1,1%, meno della metà della spesa di paesi come Francia e Germania.


Liberamente tradotto da "Nature"
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di Giuseppe Sisinni (del 11/10/2008 @ 21:32:32, in Economia, letto 1278 volte)
Nouriel RoubiniIl "dottor Doom", dottor rovina, come è stato soprannominato il professore di economia alla New York University Nouriel Roubini, già il 7 settembre del 2006 aveva previsto nei minimi dettagli tutte le fasi di questa crisi finanziaria.

Nei mesi a venire aveva avvertito,  parlando in un convegno del Fondo Monetario Internazionale, che gli Stati Uniti erano
di fronte ad un deprezzamento degli immobili, ad uno shock petrolifero, ad un rapido calo di fiducia dei consumatori e, infine, una profonda recessione. In quell'occasione aveva snocciolato una deprimente sequenza di eventi: i proprietari di casa impossibilitati a pagare le rate dei propri mutui, migliaia di miliardi di dollari a garanzia dei mutui sparsi per il mondo e l'intero sistema finanziario globale bloccato.

Gli sviluppi di queste situazioni avrebbero paralizzato o distrutto gli hedge fund, le banche d'affari ma anche le più grandi istituzioni finanziarie come Fannie Mae e Freddie Mac.

Ovviamente il pubblico rimase scettico e il moderatore, appena Roubini abbandono la sua postazione da oratore, affermò: "Penso che dopo tutto ciò avremo bisogno di un drink abbastanza forte", scatenando l'ilarità dei presenti. Non senza ragione. A quell'epoca, la disoccupazione e l'inflazione erano a bassi livelli, e l'economia, seppur leggermente, continuava a crescere nonostante la corsa al rialzo del prezzo del petrolio. Inoltre, Roubini era noto per il suo pessimismo perenne e la sua predizione non faceva uso di modelli matematici; ciò portò a rigettare le sue intuizioni perchè proveninavano da un pessimista di carriera.

Tuttavia Roubini si vendicò abbastanza presto. L'anno successivo gli istituti che piazzavano mutui subprime cominciarono ad andare in bancarotta, gli hedge fund cominciarono a scendere, i mercati a precipitare. C'era anche un calo dell'occupazione, del valore del dollaro, e una crescente senzazione di panico nei mercati finanziari. Intervenne la Federal Reserve con il suo piano di salvataggio, compiendo il primo di una serie di interventi economici poco ortodossi, compreso il taglio di mezzo punto sul tasso di sconto ufficiale e comprando decine di miliardi di dollari in garanzie dei mutui. Quando Roubini torno a parlare al Fondo Monetario Internazionale, nel settembre del 2007, predisse una crescente crisi di liquidità che avrebbe infettato ogni settore finanziario. Questa volta nessuno rise. Se la prima volta era stato giudicato come un matto, dopo un anno era diventato un profeta.

Roubini, che ha 50 anni, è nato ad Istanbul, si è trasferito con la sua famiglia a Teheran all'età di due anni, successivamente a Tel Aviv ed infine in ITalia, dove è cresciuto ha studiato e si è laureato all'Università Bocconi di Milano. Successivamente si è trasferito negli Stati Uniti, dove ha frequentato un dottorato in economia internazionale ad Harvard.

Per il prossimo futuro quali sviluppi economici vede Roubini?
A questa domanda risponde "Siamo in recessione, e negarlo è un non senso". Da mesi predice che gli Stati Uniti soffriranno per un anno e mezzo circa una recessione di pari grado a quella generata dalla "Grande depressione". Secondo lui, tecnicamente, ci sarà una ripresa verso la fine del prossimo anno, ma la perdita di posti di lavoro e il fallimento di aziende continueranno per anni.
Secondo Roubini, alla fine di questa crisi ci sarà una nazione differente, riferendosi agli Stati Uniti, che occuperà una diversa posizione nel mondo. "Questa crisi potrebbe essere l'inizio della fine dell'Impero americano".

Liberamente tradotto da "The New York Times"
Autore Stephen Mihm
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di Giuseppe Sisinni (del 10/10/2008 @ 10:13:43, in Scienza, letto 4036 volte)
meteoraUna meteora, o stella cadente, normalmente ha le dimensioni di un sasso, e si incendia nell'atmosfera.

Lunedì notte, secondo l'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, un asteroide delle dimensioni di un'auto è molto probabile che brucerà nell'atmosfera all'altezza del nord Africa.

Ma il pianeta non è in pericolo. L'asteroide, identificato da un osservatorio dell'Arizona, negli Stati Uniti, solo lunedì pomeriggio, si disintegrerà nella parte superiore dell'atmosfera intorno alle 2,45 di lunedì.
Sicuramente non costituisce una minaccia per gli aeromobili o per le persone a terra, ma può trasformarsi in uno show.

Secondo Christine Pulliam del centro di Harvard, la meteora brucerà fino oltre l'Egitto e il Sudan, in viaggio da sud-ovest verso nord-est e potrebbe essere visibile da gran parte del sud Europa, del nord Africa e del Medio Oriente.
La meteora potrebbe apparire, nubi permettendo, brillante come una luna piena, e può anche produrre un forte boom o più banalmente un rumore tipo schiocco.
Università italiana di Pisa ha calcolato che le probabilità che l'oggetto, viaggiando a 46000 km/h, incontri l'atmosfera terrestre, oscillano tra il 99,8 per cento e il 100 per cento.

"Vogliamo sottolineare che questo oggetto non è una minaccia," ha dichiarato il dott. Timothy Spahr, direttore della International Astronomical Union's Minor Planet Center. "Siamo eccitati dal momento che questa è la prima volta che riusciamo a prevedere l'entrata nell'atmosfera terrestre di un oggetto proveniente dallo spazio".

"Siamo ansiosi di condividere le osservazioni di astronomi che si trovano vicini al percorso dell'asteroide", ha affermato Gareth Williams del Minor Planet Center, "e ci auguriamo che qualcuno riesca a fotografarlo".

Il Minor Planet Center, presso l'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, è un istituto che si occupa di tenere sotto osservazione, in tutto il mondo, asteroidi e comete, raccogliendo e diffondendo le osservazioni e il calcolo delle loro orbite.

Liberamente tradotto da CNN
Autore Peter Dykstra
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di Giuseppe Sisinni (del 09/10/2008 @ 18:05:37, in Scienza, letto 1939 volte)
meditazioneChe la meditazione o il recarsi nei propri "luoghi felici" ci faccia stare meglio è risaputo. Una nuova scoperta ce lo conferma e ci spiega anche perchè: il cervello può produrre antidepressivi se stimolato con il segnale giusto.

In un esperimento scientifico si è immerso in una vasca alcune cavie obbligandole a nuotare incessantemente fino allo sfinimento e alla rassegnazione all'annegamento; le cavie hanno riconquistato la voglia di vivere quando è stato fatto ascoltare loro un segnale acustico precedentemente associato all'azione di mettersi in salvo.

L'esperimento suggerisce che si può insegnare alla gente questa capacità, inoltre evidenzia nuovi modi per sviluppare antidepressivi più efficaci, spiega il dottor Eric Kandel della Howard Hughes Medical Institute e Columbia University di New York, che ha condotto la ricerca.

"I luoghi felici funzionano. È come andare in campagna", ha spiegato Kandel in una intervista telefonica.

Sulla rivista Neuron, il team di Kandel scrive di aver usato il classico sistema di condizionamento per addestrare le cavie. Le cavie sono state condizionate ad avere paura di un suono applicando loro una piccola scossa ad una zampa mentre ascoltavano quel suono. Dopo un po'le cavie si spaventavano semplicemente ascoltando il suono.

Successivamente la procedura è stata ribaltata: alle cavie si faceva ascoltare un suono nell'unico momento in cui non erano sotto stress; hanno così imparato che l'unico momento in cui erano realmente al sicuro era quando ascoltavano quel suono.

Per rendere una cavia depressa hanno invece usato una situazione di consapevole assenza di difesa.

"Abbiamo messo un animale in una piscina da dove non poteva uscire. Dopo un po' si arrende, smette di nuotare e si limita a galleggiare", spiega Kandel. "Quando gli dai un antidepressivo, comincia a nuotare di nuovo. Quando abbiamo fatto sentire il suono, ha iniziato a nuotare come avrebbe fatto con un antidepressivo".

Osservando il cervello delle cavie, gli studiosi hanno visto che l'uso del suono condizionato di "sicurezza" ha attivato un diverso percorso rispetto a quello attivato dal farmaco, agendo sulla dopamina e non sulla serotonina come fa invece l'antidepressivo. Inoltre il condizionamento agisce su una zona del cervello che contribuisce a nutrire e incoraggiare la crescita di cellule cerebrali.

Ulteriori esperimenti hanno mostrato che il suono associato ad un farmaco antidepressivo lavorano sinergicamente.

Questi studi dimostrano quanto possa essere efficace la psicoterapia, la meditazione e altri strumenti di riduzione dello stress e tutto questo può aiutare a pensare nuovi farmaci.

Liberamente tradotto da IOL
Autore Maggie Fox
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Pagine: 1 2


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