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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
di Giuseppe Sisinni (del 31/01/2009 @ 20:29:47, in Politica, letto 1705 volte)
Rabbino di FranciaIl Gran Rabbino di Francia, Gilles Bernheim, 56 anni, eletto nel giugno del 2008, in un'intervista al quotidiano Le Monde, muove serie critiche nei confronti del Papa Benedetto XVI riguardo il perdono dei quattro vescovi seguaci di Lefebvre.

Come reagisce all'annuncio di Papa Benedetto XVI di aver tolto la scomunica ai quattro vescovi fondamentalisti, uno dei quali, il Vescovo Williamson, mantiene la sua posizione negazionista?

L'annuncio mi ha fatto molto male come ebreo e come attivista del dialogo tra le religioni.

Negare l'Olocausto è un insulto alla memoria dei sei milioni di ebrei morti nei campi. I commenti del Vescovo Williamson sono spregevoli. In Francia e in Germania, sono puniti dalla legge. Una volta passato lo shock, ho sentito le condanne dei miei amici cristiani. "Queste parole non sono quelle di un cristiano", come ha detto l'Arcivescovo di Lione Barbarin.
Tuttavia, oggi ho molte domande senza risposta. Come può il Papa ignorare il rifiuto del vescovo Williamson? Se la revoca della scomunica è un invito alla riconciliazione, come ci si può riconciliare con colui che si è escluso dal cristianesimo con le sue stesse parole? Come si può dialogare con chi vede la negazione della Shoah un parere personale? E cosa accadrà se i quattro vescovi che non sono più scomunicati continueranno a rifiutare il Concilio Vaticano II e "Nostra Aetate" (la dichiarazione adottata nel 1965 dal Concilio Vaticano II che afferma il legame storico tra ebraismo e cristianesimo)?

Si tratta di questioni che riguardano me. Come molti cristiani ed ebrei, mi aspetto una risposta chiara.

Liberamente tradotto da Le Monde
Autore Stéphanie Le Bars
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di Giuseppe Sisinni (del 18/01/2009 @ 11:33:42, in Internet, letto 1608 volte)
YouTubeDovendo fare una ricerca per la scuola su un animale australiano, Tyler Kennedy ha cominciato da dove molti studenti cominciano: cercando su Internet. Ma Tyler non usa Google o Yahoo. Lui cerca informazioni attraverso YouTube.

"Ho trovato alcuni video che mi hanno fornito buone informazioni su come l'ornitorinco sopravvive, su cosa mangia, su come si riproduce", afferma Tyler.

Allo stesso modo, quando Tyler si blocca in uno dei suoi giochi preferiti sul Wii, cerca su YouTube consigli su come andare avanti. Idem se vuole conoscere ulteriori dettagli sulle sue figurine associate ad una serie televisiva.

Anche se preferisce YouTube, di tanto in tanto usa Google.
"Quando non ottengo risultati soddisfacenti su YouTube,  torno ad usare Google" dice Tyler, un ragazzino di nove anni che vive in California.

Il modo di vivere il web di Tyler, in primo luogo attraverso il video, non può essere considerata come la tendenza principale, ma il suo uso di YouTube come motore di ricerca preferito sottolinea come il passaggio al video è molto di più di un comportamento bizzarro di un bambino.

L'esplosione di contenuti video su YouTube e altri siti sta rapidamente trasformando il video on line da un mezzo strettamente legato all'intrattenimento in uno strumento di conoscenza. La ricerca video, su YouTube e altri siti, si sta rapidamente trasformando in un nuovo punto di ingresso nel web.

"Ci sono un numero sempre crescente di persone che stanno facendo ricerche video per completare e migliorare quello che fanno nella loro vita fuori dal web", ha detto Suranga Chandratillake, chief executive di Blinkx, un motore di ricerca video.

Con l'inondazione del mercato di telecamere a basso costo e la proliferazione di siti web che ospitano un, apparentemente, illimitato numero di clip non è stato mai così facile creare e caricare video sul web. Tanto che ora è possibile trovare un video online praticamente su qualsiasi argomento. Ci sono video che insegnano a dare lo stucco, che offrono recensioni dell'ultimo modello di telefonino o che ti danno la sensazione di passeggiare su Ponte Vecchio a Firenze.

Il consumo video è cresciuto vertiginosamente. Secondo comScore, in novembre, 146 milioni di americani ha guardato video online, scaricando in streaming circa 12,6 miliardi di clip, quasi il doppio rispetto a venti mesi fa. E YouTube è cresciuto ancora più rapidamente, aggiudicandosi una quota di video streaming pari al 40% del totale, contro il 17% del mese di marzo 2007.

Sempre secondo comScore, su YouTube nel mese di novembre gli americani hanno condotto quasi 2,8 miliardi di ricerche, circa 200 milioni in più di Yahoo.

Questi sorprendenti dati statistici hanno indotto Alex Iskold, fondatore e amministratore di Adaptiveblue.com, a chiedere in un post "È YouTube il prossimo Google?". In altre parole, YouTube è effettivamente il motore di ricerca preferito e potrebbe rivaleggiare con Google in un prossimo futuro?

Per testare questa ipotesi, Iskold ha effettuato alcune ricerche su YouTube e ne ha confrontato i risultati. Senza sorpresa, alcune ricerche, come "passare l'aspirapolvere sui tappeti" o "l'asino di Shrek" producono risultati migliori rispetto ad altri, tipo "George Washington" o "astrofisica".

All'aumentare dei video sul web, la proporzione di ricerche video che soddisfano la domanda cresce di pari passo. Quindi la domanda è: quanto è lontano il video dal diventare alternativo al testo?

Liberamente tradotto da Herald Tribune
Autore Miguel Helft
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di Giuseppe Sisinni (del 11/01/2009 @ 20:53:38, in Politica, letto 1835 volte)
Campagna no godLa pubblicità sull'autobus londinese era abbastanza leggera, giusto una citazione biblica e l'indirizzo web di un sito cristiano. Ma quando Ariane Sherine, una scrittrice teatrale, andò a dare un'occhiata al sito trasalì nell'apprendere che lei e tutti i suoi amici non credenti erano destinati all'inferno a "passare l'eternità tra i tormenti".

Ariane pensò che fosse un po' eccessiva come affermazione e sicuramente molto difficile da provare.
"Se io volessi scrivere nella mia pubblicità: 'Attenzione, è scappato un leone dallo zoo!' oppure 'Quei corpuscoli nel succo d'arancia, non sono arancia, ma plastica. Non ingeriteli o morirete!' penso che qualcuno mi chiederebbe di dimostrare quanto affermo" è il commento scritto da Ariane Sherine sul sito del The Guardian.

Il pensiero successivo fu quello di posizionare alcuni messaggi atei per controbilanciare quelli religiosi. E così gettò le fondamenta della Atheist Bus Campaign uno sforzo per lanciare messaggi atei al grande pubblico con il proposito di raccogliere circa 8000 dollari.

Ma qualcosa catturò l'immaginazione collettiva. Supportata dallo scienziato Richard Dawkins, dal filosofo A. C. Grayling e dalla British Humanist Association, oltre che da altri, la campagna raccolse in soli quattro giorni 150.000 dollari, che, insieme agli altri fondi raccolti nei giorni successivi, hanno permesso di pubblicare messaggi atei su circa 800 autobus che attraversano in lungo e largo la Gran Bretagna.

Il messaggio principale è: "Probabilmente non c'è un Dio. Adesso smetti di preoccuparti e goditi la tua vita".

Liberamente tradotto da "The New York Times"
Autore Sarah Lyall
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bambini ebrei da proteggereNella guerra israelo-palestinese succede anche che venga decretata la condanna a morte di bambini. Un leader di Hamas avverte che gli islamisti potrebbero uccidere bambini ebrei in qualsiasi parte del mondo quale vendetta per il recente attacco di Israele nella striscia di Gaza.

"Loro hanno legittimato la morte dei loro bambini con l'uccisione dei bambini della Palestina" afferma Mahmoud Zahar in un messaggio televisivo registrato in una località segreta, "Hanno legittimato l'uccisione della loro gente uccidendo la nostra gente".

È la prima apparizione pubblica del leader di Hamas, Mahmoud Zahar, dopo l'inzio dell'offensiva israeliana; completamente vestito di nero ha dichiarato che "la vittoria sta arrivando, secondo la volontà di Dio".


Liberamente tradotto da News.com.au
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