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di Giuseppe Sisinni (del 09/09/2008 @ 14:32:36, in Politica, letto 1320 volte)
L'accordo Berlusconi-Gheddafi visto dal Medio Oriente

Il leader libico GheddafiL'accordo firmato il 30 agosto scorso, che vede l'Italia scusarsi e pagare 5 miliardi di dollari a titolo di risarcimento per il suo governo coloniale in Libia, è un grande esempio del perché è così importante, come molti dei nostri amici in Occidente costantemente ci suggeriscono, gettarci alle spalle la storia.

Le questioni storiche, e le loro conseguenze, devono essere tenute in considerazione, non ignorate. Ignorandole, non assistiamo né alla fine né alla ripresa della storia, ma alla neutralizzazione di un aspetto della storia che si traduce in risentimento e discordia.

La storia per molti occidentali, in particolare la storia del colonialismo e dell'imperialismo occidentale in Asia, Medio Oriente e Africa, è qualcosa da leggere in una classe di liceo, per poi relegarla nel passato e considerarla irrilevante per i conflitti e le tensioni attuali.
Per molte persone nel mondo ex colonizzato, tuttavia, la storia è una profonda ferita aperta che ancora provoca dolore.

La storia, in gran parte del Medio Oriente, si manifesta, ad esempio, sotto forma di ricordi amari del comportamento occidentale in passato (Iran, Palestina), e spiega i tanti paesi poveri e frammentati che non hanno mai avuto una transizione coerente verso uno Stato stabile, una legittima sovranità, o un governo credibile.

Un importante motivo per i disordini e la mediocrità che caratterizzano tanti paesi arabi asiatici e africani è la loro nascita innaturale per mano delle potenze coloniali europee in ritirata.

Poiché sono stati creati dalla fuga degli occupanti europei, molti paesi della regione medio-orientale non hanno mai goduto né della logica di un giusto equilibrio tra risorse naturali e umane, né della vitalità di compensazione che caratterizza gli stati autodeterminatisi e veramente sovrani.

Le automobili e le scarpe fabbricate in Europa sono meravigliose; gli Stati arabi costruiti dagli europei sono innaturali e imbarazzanti.

Il mondo arabo è strutturalmente e cronicamente una regione antidemocratica, principalmente perché deriva da una nascita innaturale, e può essere mantenuta nella sua forma attuale solo attraverso la forze di pace e un duro regime di sicurezza degli Stati che la compongono.

Non sorprende il fatto che le ex potenze coloniali europee continuano a sostenere e a trarre benefici dal bizzarro mondo arabo, turbolento, spesso violento, e talvolta spietato, che si sono lasciati alle spalle salpando dalle nostre coste.

L'accordo italo-libico è un tardivo riconoscimento di un paese europeo, la sempre elegante Italia, che il colonialismo ha danneggiato le terre colonizzate e le genti che le popolavano ritardandone lo sviluppo.  Questo è un gesto nobile, un atto degno di nota, per il quale bisogna congratularsi con gli italiani e il loro governo.

Ci vuole coraggio e umiltà per sottoscrivere un accordo di questo tipo, ammettendo, come il Primo Ministro italiano, Silvio Berlusconi, ha fatto, "il riconoscimento, completo e morale, dei danni inflitti alla Libia dall'Italia durante il
periodo coloniale. In nome del popolo italiano ... mi sento il dovere di scusarmi e di dimostrare il nostro dolore per ciò che è accaduto molti anni fa e che ha colpito molte delle vostre famiglie."

Tra le cose di cui l'Italia si rammarica ci sono l'uccisione di migliaia di libici e lo sradicamento di migliaia di altri dalle proprie case.

L'Italia spenderà 5 miliardi di dollari per contribuire a compensare i sui storici misfatti, sotto forma di 200 milioni di dollari l'anno in investimenti in Libia per oltre 25 anni, tra cui la costruzione di una autostrada che attraversa tutta la Libia dal confine tunisino fino all'Egitto.
L'Italia inoltre bonificherà le mine terrestri risalenti al periodo coloniale, e ha già restituito una antica statua di Venere rubata nel corso dominazione coloniale.

Mentre l'Italia dovrebbe essere elogiata per questo atto di riconoscimento e scuse, allo stesso tempo alcune preoccupazioni su questo accordo meritano un più attento esame.

In cambio per il suo gesto, l'Italia si aspetta di trarre grandi benefici, sotto forma di contratti mutlimiliardari e più rigorosi controlli di sicurezza su flussi degli immigrati clandestini. E così l'Italia si aspetta di continuare a godere
dei benefici di una disparità storica con la terra e le persone che una volta direttamente colonizzava.

Altrettanto preoccupazione deriva dal fatto che tali accordi contribuiscono a mantenere al potere come leader della Libia Gheddafi, che il prossimo anno festeggia 40 anni di potere. C'è ben poco da dire della sua leadership, oltre alla longevità. Se ci fosse un premio per la cattiva gestione e il patrimonio sperperato, la Libia vincerebbe a man bassa, pur con una agguerrita concorrenza da parte di paesi come l'Algeria, il Sudan e l'Iraq.

Finora l'Occidente ha continuato a manipolare, premiare e proteggere queste sventurate società. E sembra abbastanza ovvio a molti di noi in Medio Oriente, che questa è solo una nuova e dissimulata forma di colonialismo.

Per il popolo arabo, il dolore senza fine di un rapporto insoddisfacente con le potenze coloniali europee dura ancora, anche se in nuove e più eleganti forme.
 

Liberamente tradotto da "Herald Tribune"
Autore Rami G. Khouri editorialista di The Daily Star e direttore del "Issam Fares" Istituto per la politica pubblica e gli affari internazionali presso l'Università americana di Beirut. 
Distribuito da Agence Global.
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di Giuseppe Sisinni (del 07/09/2008 @ 20:00:07, in Internet, letto 1078 volte)
GoogleQuando Larry Page e Sergey Brin il 7 settembre 1998 fondarono la Google Inc non avevano che il loro ingegno, quattro computer e, cosa non da poco, un investitore che scommetteva 100.000 dollari sulla loro convinzione che un motore di ricerca su Internet avrebbe potuto cambiare il mondo.

10 anni fa tale affermazione oltre che pretenziosa sembrava assurda, ma se guardiamo i risultati di oggi possiamo dire che la scommessa è stravinta. Google  ha circa 20.000 dipendenti e un valore di mercato stimato intorno ai 150 miliardi di dollari.

Forse, per Google, la prova più grande nel prossimo decennio sarà trovare il modo per perseguire le sue apparentemente illimitate ambizioni senza dar luogo a una reazione che faccia deragliare l'azienda.

"Non si possono fare alcune delle cose che stanno tentando di fare a meno di affrontare anche alcune sfide con il governo e i concorrenti", ha detto Danny Sullivan, che ha seguito Google sin dal suo inizio e ora è redattore capo di SearchEngineLand.

Google continua ad espandersi nel controllo sul flusso di traffico in Internet e sulla pubblicità che ne deriva è già qualcuno comincia ad esternare le sue preoccupazioni su questo monopolio che sta nascendo.

Attualmente, c'è la possibilità che l'Antitrust statunitense aspetti al varco Google quando tenterà di vendere annunci per Yahoo. Anche i sorveglianti della privacy stanno affilando le armi contro Google che detiene dati potenzialmente sensibili sui 650 milioni di utenti che usano il motore di ricerca e altri servizi come Youtube, Maps e GMail.

Per difendere i propri interessi, Google ha assunto una schiera di lobbisti per tirare la giacchetta ai legislatori e ha potenziato il suo ufficio di pubbliche relazioni per influenzare favorevolemte l'opinione comune sul suo operato.

L'ultimo esempio della inarrestabile espansione di Google è il rilascio di un browser Web (Chrome) per rendere il suo motore di ricerca e altri servizi online ancora più accessibili e attraenti.

E per il prossimo decennio?

Al primo posto nell'agenda del management di Google c'è la presenza ubiquitaria sui telefoni cellulari e altri dispositivi mobili.
Ma l'elenco delle attività da svolgere comprende anche:
fare copie digitali di tutti i libri del mondo;
creare archivi digitali per memorizzare le informazioni sulla salute dei cittadini;
aumentare la produzione di energia alternativa e allontanarsi dai combustibili fossili;
vendere programmi per computer alle imprese su Internet;
perfezionare il motore di ricerca in modo che possa capire meglio le richieste fatte con un linguaggio semplice, come quello degli umani.

La posizione dominante ha permesso a Google di rastrellare da Internet 48 miliardi di dollari in annunci a partire dal 2001. Di questi, 15 miliardi sono andati in commissioni per i vari siti che hanno pubblicato gli annunci.
Le previsioni di Google per il futuro prevendono ulteriori incrementi, specialmente dopo le acquisizioni di DoubleClick Inc., avvenuta recentemente per 3,2 miliardi di dollari, e YouTube che quest'anno porterà utili per 200 milioni di dollari, ben poca cosa rispetto alle potenzialità del mercato video, secondo le previsioni degli analisti.

Liberamente tradotto da ABC News
Autore Michael Liedtke - Associated Press
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di Giuseppe Sisinni (del 06/09/2008 @ 15:10:01, in Società, letto 3861 volte)
Tatuaggi, piercing e chirurgia estetica che interessano il viso ma anche tutto il resto del corpo fino a trasformarsi completamente per assomigliare all'animale tanto amato. È quello che hanno fatto i due protagonisti di questa storia.

La tigre

Uomo tigreDennis Avner è conosciuto come "Cat Man" o "Tiger Man", vive negli Stati Uniti dove fa il programmatore di giorno, il felino di notte.
Dennis ha dedicato gran parte della sua vita a trasformare se stesso in una tigre e ora vuole essere identificato semplicemente come "Cat".

Asserisce che ha lo spirito e l'anima di una tigre, anche lui mangia carne cruda e si arrampica sugli alberi per sentirsi come uno dei suoi amici animali. Discende dagli Huron, antica popolazione indigena del Nord America, e secondo un'antica tradizione Huron ha deciso di trasformarsi nel suo totem, la tigre appunto.

Ha 50 anni, vive nel Nevada e ha speso una fortuna per trasformarsi in un felino; si è sottoposto, a partire dal 1985, a 20 interventi chirurgici al volto, in particolare per ricostruire il labbro superiore e impiantare protesi di silicone nelle guance e nella fronte. In più ha una serie di piercing sui quali attacca i baffi felini.

Da più di un decennio fa parte del "Ripley's museum" una collezione ambulante di stranezze in giro per il mondo dal 1922, e si esibisce, come attrazione, in numerose manifestazioni.


La lucertola

Uomo lucertolaErik Sprague è conosciuto come Lizardman (l'uomo lucertola) vive ad Austin, nel Texas, con la moglie Meghan e quattro furetti. Nato nel 1972, si è laureato in filosofia nel 1996 e dopo tre anni di dottorato ha mollato tutto per dedicarsi a tempo pieno alla sua carriera artistica.

La sua voglia di trasformazione parte dai suoi studi di filosofia del linguaggio quando si è chiesto se vocaboli come "essere umano", "persona" ecc. venivano usati dagli altri umani per identificare i propri simili basandosi esclusivamente sulla morfologia e il comportamento.

Ha scelto di trasformarsi in un rettile perchè era il genere di animale preferito e perciò si è sottoposto a circa 700 ore di tatuaggi, all'impianto sottopelle di 10 corni di Teflon, cinque per occhio per creare le creste, vari piercing, limatura dei denti e biforcazione della lingua. Il tutto per la modica cifra di 250.000 dollari.

Anche Erik partecipa al Ripley' museum, il cui motto è "Che ci crediate o no" andate a vederlo, almeno in questo video.

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di Giuseppe Sisinni (del 05/09/2008 @ 19:58:17, in Musica, letto 2356 volte)
Gli amanti di musica classica e jazz sono creativi; gli amanti del pop gran lavoratori, e, a dispetto di tutti gli stereotipi, i fan dell'Heavy Metal hanno un carattere dolce.

È ciò che afferma il professor Adrian North, della Heriot-Watt University in Scozia, che ha studiato il rapporto tra personalità e gusti musicali.

"La gente spesso definisce il loro senso di identità attraverso i gusti musicali, i capi di abbigliamento, l'uso di talune parole appartenenti ad uno slang", spiega Adrian North. "Non è strano pensare che la personalità possa essere collegata alle preferenze musicali".

In questo senso va interpretata la più grande ricerca sui gusti musicali e la personalità messa in atto  dagli scienziati della Heriot-Watt, che hanno intervistato più di 36.000 persone in tutto il mondo per valutare quanto apprezzano 104 diversi stili di musica.

"Per decenni i ricercatori hanno dimostrato che gli appassionati di rock e di rap sono dei ribelli, mentre quelli appassionati di musica lirica e opera sono benestanti e ben istruiti", dice North, che aggiunge "questa è la prima volta che uno studio mostra un collegamento tra la personalità e il gusto per una vasta gamma di stili musicali".

Le conclusioni dello studio mettono in evidenza che quelli che hanno optato per il jazz e musica classica sono creativi e hanno un'elevatoa stima di sé, anche se i primi sono estroversi, gli altri timidi.
Gli amanti del genere country tendono a lavorare sodo e alla timidezza, mentre sono estroversi gli appassionati di musica rap; chi ama la musica indipendente manca di autostima.
Quelli che amano il soul possono stare tranquilli: lo studio afferma che sono creativi, estroversi, dolci e contenti di se stessi, ma anche che hanno un'elevata autostima.

Se qualcuno si chiede perché i conducenti di costose auto sportive tendono ad ascoltare la musica a tutto volume, Adrian North è in grado di offrire una spiegazione: "Coloro che ascoltano musica spaccatimpani è più probabile che appartengano ad una fascia di reddito alta, mentre quelli che ascoltano suoni rilassanti tendono a ritrovarsi in fondo alla scala delle retribuzioni.

North continua a cercare volontari che vogliono partecipare nel loro studio. Per rientrare nella casistica www.peopleintomusic.com.

Liberamente tradotto da "El Pais"
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di Giuseppe Sisinni (del 04/09/2008 @ 12:43:29, in Società, letto 3413 volte)
Coppia si lascia
Fonte stock.xchng
Secondo un nuovo studio c'è un motivo genetico alla base dei tradimenti maschili. Ma gli esperti sostengono che è solo una comoda scusa: entrano in gioco altri fattori chiave come la famiglia, la cultura e la comunicazione.

Cathy è una bionda di 1 metro e sessanta, da poco quarantenne. Vive a Londra con quattro figli. Il mondo le è crollato addosso due anni fa, quando Dave, il suo partner da 20 anni, l'ha lasciata per una ragazza che ha la metà dei suoi anni.

Aveva trovato ricevute di acquisto per gioielli che non aveva mai ricevuto in dono, origliato furtivef telefonate e lui aveva flirtato con altre donne nel corso degli anni. Ma ha avuto uno shock quando un amico l'ha invitata a pranzo per dirle che lui aveva una relazione e che la maggior parte degli amici ne erano a conoscenza.

Inizialmente egli aveva negato tutto. Poi aveva promesso di cambiare. Ma quasi nove mesi dopo, divenne chiaro che la sua amante aveva una parte importante nella sua vita.

"Quello che mi ha colpita è stato il fatto che si è comportato proprio come suo padre; anche lui aveva lasciato la moglie con cui aveva vissuto per più di vent'anni per una ragazza più giovane del suo figlio più giovane", ha detto Cathy.
"Dave è sempre stato il figlio prediletto del padre a cui era molto vicino. E forse inconsciamente ha pensato che fosse normale un comportamento simile".

Questa settimana una relazione del "Karolinska Institute" in Svezia ha suggerito che nell'uomo la tendenza ad allontanarsi dal letto coniugale può essere scritta nei suoi geni.
Dallo studio svedese è emerso che gli uomini che ereditano una variante genetica che interessa l'ormone vasopressina, tendono più degli altri ad avere rapporti extra coniugali.

Così non è colpa di Dave, né di Cathy, perché lui è nato per saltare da un letto all'altro.

Ma può davvero esistere un "gene del divorzio"?
Sembra di sì nel caso del topo della prateria, come gli scienziati hanno dimostrato nel 2004, ma sono davvero i cambiamenti del recettore umano della vasopressina la causa della trasformazione di alcuni uomini in Casanova incalliti?

"È importante ricordare che la genetica è fondamentale, ma non può essere l'unica responsabile.
I geni determineranno l'altezza di un uomo, ma il risultato è anche determinato dalla sua alimentazione" afferma Susan Quilliam, psicoterapeuta e co-autrice del libro "La nuova gioia del sesso".

"Si può affermare che alcuni uomini sono geneticamente predisposti al tradimento, ma poi subentrano la cultura, l'ambiente in cui sono cresciuti, l'influenza dei mezzi di comunicazione, la famiglia, la società.
Perciò non si può concludere che alcuni uomini saranno sempre infedeli. Ciò che è chiaro", dice la Quilliam, è che il nutrimento è la chiave.  Anche se gli uomini hanno la tendenza ad avere più partner rispetto alle donne, è anche vero che se due persone convivono in un matrimonio infelice, è più probabile che ci sia infedeltà. E non è sempre l'uomo ad essere infedele.

Gary Neuman, da più di vent'anni psicoterapeuta specializzato nella terapia della coppia, nel suo libro "La verità sul tradimento" pubblicato negli Stati Uniti, ha intervistato 200 uomini di cui esattamente la metà aveva tradito la moglie. Secondo il suo studio, molti uomini tradiscono perchè non si sentono sufficientemente apprezzati dalle mogli.
Sul tema del sesso non si lamentano della scarsa qualità, ma della totale assenza.
Sebbene il 69 per cento degli uomini intervistati si sentiva colpevole del tradimento, questi hanno affermato che il proprio matrimonio assomigliava ad una battaglia che non potevano vincere: i loro errori era sempre messi in evidenza, i lati positivi mai: mentre la loro amante era sempre piena di ammirazione e prodiga di apprezzamenti.

"Quando una moglie riceve un braccialetto da suo marito, di solito dice, 'non dovevi'. Invece dovrebbe dire: 'Grazie, ne avevo bisogno', perché un marito vuole sentire di aver fatto la cosa giusta", spiega Neuman.
"Tanti uomini sono molto insicuri, hanno bisogno di essere rassicurati e di sentirsi autorevoli in casa."

"La principale causa delle relazioni extra coniugali", continua Neuman, "è che le coppie passano troppo poco tempo a parlare l'uno con l'altro: negli Stati Uniti, la coppia media spende solo 12 minuti al giorno in conversazione".
Neuman consiglia alla coppia, per migliorare il proprio rapporto, di parlare almeno quattro volte a settimana per 45 minuti ininterrottamente; poi dovrebbero uscire per un paio d'ore e non parlare di denaro, lavoro o bambini.
Spesso la gente ride di questo consiglio, ma Neuman ricorda che nella maggior parte dei casi una coppia non si sarebbe mai formata nè sarebbe rimasta unita se i coniugi avessero semplicemente parlato di lavoro e bambini.

Neuman insiste sul fatto che un rapporto si rompe per la mancanza di comunicazione e che in qualsiasi altro settore, una persona lavorerebbe duramente su un problema da risolvere.


Secondo gli esperti, il gene del divorzio non può essere un pretesto per tradire. Dopo tutto siamo umani, non roditori della prateria, quindi siamo in grado di controllare i nostri istinti e prevedere nel lungo periodo le conseguenze delle nostre azioni.

Neuman non ha molta simpatia per quegli uomini che si nascondono dietro la scusa della natura genetica, ma ha anche ammesso che per un piccolo gruppo dei partecipanti al suo studio c'era ben poco da fare. Il 12 per cento degli uomini intervistati da Neuman ha dichiarato che avrebbe comunque tradito il partner, indipendentemente da chi fosse stato. Alle donne unite con questo tipo di uomini l'unico consiglio che Neuman da è di "lasciarli, perchè non hanno alcun rimorso e tradiranno ancora".

Liberamente tradotto da "The Times"
Autore Alexandra Blair
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di Giuseppe Sisinni (del 02/09/2008 @ 20:02:06, in Economia, letto 5107 volte)
Veduta di Montecarlo
Veduta di Montecarlo
Mentre in molte parti del mondo si assiste ad una precipitosa caduta dei prezzi degli immobili, i super ricchi sono in controtendenza: acquistano case a prezzi sbalorditivi per i comuni mortali, ovviamente in posti esclusivi.

Di seguito la classifica delle 10 strade del mondo dove costa di più acquistare un immobile.


1 Avenue Princess Grace, Monaco (€ 120.000 per metro quadro)

La spiaggia che costeggia è piena di ciottoli, e non si può essere sicuri di avere la vista sul mare dall'appartamento, ma possedere una casa in Avenue Princess Grace significa vivere, probabilmente nel quartire più esclusivo di tutto il mondo.

Questa strada, costeggiata da filari di palme, che porta il nome di Grace Kelly, moglie del principe Ranieri III, è al primo posto nella classifica delle strade più costose al mondo pubblicato all'inizio di questo mese dal  Wealth Bulletin. Un appartamento in questa strada del principato può passare di mano per 26 milioni di euro.


2 Severn Road, Hong Kong (€ 80.000 per metro quadro)

Victoria Peak, sull'isola di Hong Kong, è il posto dove i ricchi e i potenti della Cina hanno la loro multimilionaria residenza con vista sul porto.

Al numero 23 di Severn Road c'è una casa tra le più costose del mondo, valutata circa 85 milioni di euro nel 1997; più recentemente, un miliardario dell'entroterra cinese ha acquistato un appartamento di 300 mq su questa strada per 25 milioni di euro.


3 Fifth Avenue, New York (€ 53.000 per metro quadro)

Grazie ai palazzi storici e agli eleganti appartamenti, l'élite dell'Upper East Side è ancora dove i ricchi vogliono stare: l'attrice Jessica Lange e la cantante Diana Ross risiedono in questa strada. Molti edifici sono cooperative, si partecipa alla proprietà che viene data in affitto, perciò sono molto selettivi. Risiedere nella Fifth Avenue è come entrare a far parte di un club esclusivo.

Al numero 857 Fifth Avenue, un appartamento di 350 metri quadri con tre camere da letto e vista sul Central Park, è in vendita per 12 milioni di euro.


4 Kensington Palace Gardens, Londra (€ 51.000 per metro quadro)

"È il posto più ricercato a Londra", spiega Tim Wright, un partner di Knight Frank's Kensington, che ha una lista d'attesa di 20 persone che cercano disperatamente di acquistare immobili in questa strada e che provengono principalmente dalla Russia, dall'India e dal Medio Oriente.

"È di proprietà della Corona britannica, ci sono porte di sicurezza su ciascuna estremità, e le case sono grandi e staccate le une dalle altre." In questa strada risiedono personaggi tra i più ricchi del mondo: quattro anni fa, Lakshmi Mittal, l'uomo più ricco della Gran Bretagna, ha pagato 70 milioni di euro per acquistare il palazzetto di 12 camere di Bernie Eccleston, patron della Formula Uno, e ha fissato un nuovo record all'inizio di quest'anno quando ha comprato altre due case da miliardari, per  142 milioni e per 85 milioni di euro.


5 Avenue Montaigne, Parigi (€ 35.000 per metro quadro)
 
Situata nell'8° arrondissement è la centrale dello shopping a Parigi, con le sue boutique di alta moda e profumerie.
Su Rue du Boccador, appena fuori dalla strada, un appartamento con due camere da letto di 170 metri quadri è in vendita per 4 milioni di euro.


6 Ostozhenka, Mosca (€ 26.500 per metro quadro)

In Russia i prezzi sono aumentati del 50% nello scorso anno.
Molti appartamenti di quest'area esclusiva, edifici in stile classico, hanno vista sul Cremlino.
Per acquistare un appartamento di 150 metri quadri sono necessari 4 milioni di euro.



7 Via Suvretta, St Mortiz (€ 25.000 al metro quadro)

Sulla tortuosa Via Suvretta, appena fuori dalla città principale, "solo poche proprietà vengono scambiate in un anno, e anche vecchi chalet che hanno bisogno di essere ristrutturati raggiungono i 50 milioni di euro.
Il primo ministro italiano, Silvio Berlusconi, ha una casa in questa strada.
Una villa con sei camere da letto in via Marguns, adiacente a via Suvretta, è in vendita per 15 milioni di euro.


8 Carolwood Drive, Beverly Hills (€ 19.500 per metro quadro)

Star del cinema, tra cui Gregory Peck e Marilyn Monroe, hanno avuto case di proprietà in questa strada, tra alcuni dei più sontuosi palazzi in California.
Al numero 350, Fleur de Lys, un palazzo con 12 camere da letto sul modello di Versailles, è in vendita per 83 milioni di euro.



9 Wolseley Road, Sydney (€ 18.800 per metro quadro)

Le case in Wolseley Road, sulla penisola Point Piper, hanno un prezzo medio di 7 milioni di euro. All'inizio di quest'anno una casa con vista sull'Opera House ha segnato il record di casa più costosa d'Australia, quando è stata venduta per 21 milioni di euro.
A numero 97 di Wolseley Road, è in vendita un appartamento con tre camere da letto e una spettacolare vista sul porto, per 9 milioni di euro.


10 Altamount Road, Mumbai (€ 16.800 per metro quadro)

Nella capitale finanziaria dell'India, questa strada, una volta punteggiata di bungalow in stile coloniale, è ora caratterizzata dai grattacieli.

I produttori cinematografici del paese, comprese le stelle di Bollywood, vivono qui. Mukesh Ambani, l'uomo più ricco dell'India, sta costruendo un edificio di 27 piani del costo di 1.200 milioni di euro.

Liberamente tradotto da "The Times"
Autore Emma Wells
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di Giuseppe Sisinni (del 01/09/2008 @ 20:54:13, in Gossip, letto 1475 volte)
Foto Vogue India
 
Una vecchia donna sdentata tiene in braccio un bambino che indossa sopra ai vestiti un bavaglino di Fendi (prezzo al dettaglio, circa 100 dollari).

Una famiglia di tre persone su una moto che si reca come ogni giorno al posto di lavoro, la madre seduta sul sellino nel tipico modo indiano sembra uguale a tante altre migliaia di donne ad eccezione del fatto che tiene in mano una borsa di Hermès Birkin.
Costa più di 10.000 dollari, se si riesce a trovarne una.

In un'altra immagine, un uomo scalzo regge un ombrello Burberry del costo di circa 200 dollari.

Benvenuti nella nuova India, almeno quella vista da Vogue.

L'edizione del mese di agosto di Vogue India ha pubblicato un supplemento di 16 pagine mettendo in mostra borse portate come gioielli, e ombrelli status-symbol; i modelli delle immagini non erano le stelle del momento o le persone più ricche della società indiana, tutta gente che effettivamente può permettersi questi articoli di lusso, bensì rappresentanti della gente comune.

Senza alcuna sorpresa, in India non tutti si sono divertiti.

Kanika Gahlaut, editorialista del Mail Today, ha affermato che il servizio è stato "non solo di cattivo gusto ma oltremodo offensivo. Non c'è nulla di divertente nel mettere un poveraccio in una capanna di fango vestito con capi di abbigliamento disegnati da Alexander McQueen.
Qui, negli ultimi dieci anni, migliaia di agricoltori si sono suicidati per i debiti che non riuscivano a restituire".

Secondi i dati della Banca Mondiale pubblicati la scorsa settimana, in India ci sono 455 milioni di persone, quasi la metà della popolazione, che vivono con poco più di un dollaro al giorno. Ma, come ogni esportatore di beni di lusso ben informato sa, l'India ha anche classi sociali in rapida crescita per quanto riguarda la ricchezza, fattore che rende il paese tra i più interessanti per la vendita di prodotti di fascia alta.

La contrapposizione tra povertà e ricchezza crescente provoca un atroce dilemma per i produttori di beni di lusso che vogliono sbarcare in India: come si può vendere una borsetta da 1000 dollari in un paese in cui la maggior parte delle persone non riuscirà mai ad accumulare tale somma di denaro nella propria vita, e molti altri fanno la fame?
La risposta non è semplice, anche se l'approccio di Vogue non può essere la strada da percorrere.

Foto Vogue India

Vogue reagisce alle critiche attraverso Priya Tanna, editor di Vogue India: "Attenzione. Vogue concretizza il potere della moda e la moda non è più un privilegio della gente ricca. Inoltre non si può prendere troppo sul serio la moda: noi non abbiamo fatto dichiarazioni politiche nè vogliamo salvare il mondo".


Liberamente tradotto da "The New York Times"
Autore Heather Timmons
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