Notizie dal mondo
 
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
di Giuseppe Sisinni (del 09/07/2009 @ 01:11:50, in Internet, letto 4224 volte)
YouTube Reporter's CenterYouTube ha da poco inaugurato un nuovo canale tematico, Reporter’s Center, dedicato a quanti vogliono diventare citizen reporters o migliorarsi in questa professione. Il canale è aperto anche a chi vuole aiutare gli altri nella professione giornalistica. E non mancano consigli provenienti dai giornalisti e anchorman molto famosi negli Stati Uniti e nel resto del mondo.

Attraverso i video pubblicati sul nuovo canale di YouTube è possibile partecipare a vere e proprie lezioni di giornalismo. Su Reporter,s Center sono disponibili i consigli di Bob Woodward, il giornalista del Washington Post vincitore del premio Pulitzer per aver portato alla luce lo scandalo Watergate, per capire i capisaldi del giornalismo investigativo.  Su Reporter,s Center sono disponibili anche video di Katie Couric, celebre anchorwoman della CBS, che indica il  modo migliore per condurre un'intervista, di Scott Simon dela BBC con i suoi consigli su come raccontare una notizia, e tanti altri, più o meno noti.

Gli argomenti trattati nel canale giornalistico di YouTube sono i più disparati: dagli strumenti da utilizzare per il controllo della veridicità di una fonte a come rendere fruibile una notizia di economia ricca di dati numerici e statistici; dai suggerimenti per non sembrare fuori luogo in video a quelli per approfondire in modo realmente completo una notizia; dalle regole a tutela della privacy da rispettare nella pratica quotidiana a temi di ancora più ampio respiro, come il ruolo del reporter nella società moderna e l’evolversi del giornalismo online. 

YouTube non si affida esclusivamante a grandi professionisti del mondo dei media, ma permette a qualsiasi utente di proporre una lezione di giornalismo autoprodotta; se ritenuta valida sarà pubblicata
 
di Giuseppe Sisinni (del 18/01/2009 @ 11:33:42, in Internet, letto 1877 volte)
YouTubeDovendo fare una ricerca per la scuola su un animale australiano, Tyler Kennedy ha cominciato da dove molti studenti cominciano: cercando su Internet. Ma Tyler non usa Google o Yahoo. Lui cerca informazioni attraverso YouTube.

"Ho trovato alcuni video che mi hanno fornito buone informazioni su come l'ornitorinco sopravvive, su cosa mangia, su come si riproduce", afferma Tyler.

Allo stesso modo, quando Tyler si blocca in uno dei suoi giochi preferiti sul Wii, cerca su YouTube consigli su come andare avanti. Idem se vuole conoscere ulteriori dettagli sulle sue figurine associate ad una serie televisiva.

Anche se preferisce YouTube, di tanto in tanto usa Google.
"Quando non ottengo risultati soddisfacenti su YouTube,  torno ad usare Google" dice Tyler, un ragazzino di nove anni che vive in California.

Il modo di vivere il web di Tyler, in primo luogo attraverso il video, non può essere considerata come la tendenza principale, ma il suo uso di YouTube come motore di ricerca preferito sottolinea come il passaggio al video è molto di più di un comportamento bizzarro di un bambino.

L'esplosione di contenuti video su YouTube e altri siti sta rapidamente trasformando il video on line da un mezzo strettamente legato all'intrattenimento in uno strumento di conoscenza. La ricerca video, su YouTube e altri siti, si sta rapidamente trasformando in un nuovo punto di ingresso nel web.

"Ci sono un numero sempre crescente di persone che stanno facendo ricerche video per completare e migliorare quello che fanno nella loro vita fuori dal web", ha detto Suranga Chandratillake, chief executive di Blinkx, un motore di ricerca video.

Con l'inondazione del mercato di telecamere a basso costo e la proliferazione di siti web che ospitano un, apparentemente, illimitato numero di clip non è stato mai così facile creare e caricare video sul web. Tanto che ora è possibile trovare un video online praticamente su qualsiasi argomento. Ci sono video che insegnano a dare lo stucco, che offrono recensioni dell'ultimo modello di telefonino o che ti danno la sensazione di passeggiare su Ponte Vecchio a Firenze.

Il consumo video è cresciuto vertiginosamente. Secondo comScore, in novembre, 146 milioni di americani ha guardato video online, scaricando in streaming circa 12,6 miliardi di clip, quasi il doppio rispetto a venti mesi fa. E YouTube è cresciuto ancora più rapidamente, aggiudicandosi una quota di video streaming pari al 40% del totale, contro il 17% del mese di marzo 2007.

Sempre secondo comScore, su YouTube nel mese di novembre gli americani hanno condotto quasi 2,8 miliardi di ricerche, circa 200 milioni in più di Yahoo.

Questi sorprendenti dati statistici hanno indotto Alex Iskold, fondatore e amministratore di Adaptiveblue.com, a chiedere in un post "È YouTube il prossimo Google?". In altre parole, YouTube è effettivamente il motore di ricerca preferito e potrebbe rivaleggiare con Google in un prossimo futuro?

Per testare questa ipotesi, Iskold ha effettuato alcune ricerche su YouTube e ne ha confrontato i risultati. Senza sorpresa, alcune ricerche, come "passare l'aspirapolvere sui tappeti" o "l'asino di Shrek" producono risultati migliori rispetto ad altri, tipo "George Washington" o "astrofisica".

All'aumentare dei video sul web, la proporzione di ricerche video che soddisfano la domanda cresce di pari passo. Quindi la domanda è: quanto è lontano il video dal diventare alternativo al testo?

Liberamente tradotto da Herald Tribune
Autore Miguel Helft
 
di Giuseppe Sisinni (del 02/10/2008 @ 20:15:42, in Internet, letto 1460 volte)
Un gruppo di attivisti canadesi per i diritti umani e di ricercatori nel campo della sicurezza informatica ha scoperto le prove di una grande sistema di sorveglianza che in Cina controlla e archivia messaggi testuali trasferiti via Internet che contengono parole di un certo peso politico.

In particolare il sistema cinese traccia i messaggi testuali inviati dagli utenti di Tom-Skype, una joint-venture tra un operatore wireless e eBay, proprietaria di Skype.

I ricercatori hanno quantificato in circa 30mila le postazioni di polizia inormatica che controllano il traffico on line, i siti web e, ovviamente, i blog per verificare l'esistenza di contenuti offensivi dal punto di vista politico, ma non solo.

Gli attivisti, che sono aggregati al Citizen Lab, un gruppo di ricerca che si occpa di politica e Internet all'Università di Toronto, ha scoperto il sistema cinese di controllo solo il mese scorso. In quell'occasione sono riusciti ad entrare in uno dei computer incriminati dove hanno trovato più di un milione di messaggi censurati. Grazie a questi messaggi hanno potuto ricostruire la lista delle parole che fanno scattare la censura.

La lista include parole legate al gruppo religioso "Falun Gong", all'indipendenza di Taiwan e al Partito Comunista cinese. Oltre alla parola democrazia, ve ne sono altre apparentemente innocue come terremoto o latte in polvere.

Ma i cinesi non si accontentano di tracciare i messaggi registrando anche le generalità di chi li trasmette, registrano anche le conversazioni via chat di Tom-Skype, in particolare quelle tra utenti cinesi e residenti all'estero. Al momento non riescono a registrare le conversazioni in voce, ma la falla del software è già abbastanza grave.

L'attività del Citizen Lab è stata documentata in un rapporto sul sito Information Warfare Monitor.

Il link al rapporto


Liberamente tradotto da "The New York Times"
Autore John Markoff
 
di Giuseppe Sisinni (del 15/09/2008 @ 16:36:20, in Internet, letto 1330 volte)
Il web sta rapidamente diventando un forum di teorie cospirative, voci, insinuazioni e informazioni fuorvianti, secondo Tim Berners-Lee, co-inventore del World Wide Web.

Le affermazioni di Berners-Lee prendono spunto dal fatto che si è utilizzato il web per diffondere paura tra la popolazione per il buco nero che avrebbe dovuto provocare il Large Hadron Collider e che avrebbe inghiottito l'intero pianeta.

"Sul web il pensiero può diffondersi molto rapidamente e improvvisamente; basta una dozzina di persone con profonde questioni personali per trovare una formula molto credibile e diffondere così l'idea che può divenire profondamente dannosa" afferma Berners-Lee.

Secondo il suo inventore l'unico futuro possibile per il web è quello di fornire alle persone un modo di discernere quali sono le informazioni accurate e veritiere, utilizzando un sistema che metta in evidenza l'affidabilità del sito.

"Io non voglio dare ai siti un semplice numero come il quoziente intellettivo" continua Tim Berners-Lee "perchè, come per le persone, questo può variare in molti modi. Sono invece interessato a differenti organizzazioni che possano etichettare i siti in vari modi".

Ovviamente non mancano le risposte contrarie, come quella di Duncan Riley che sul suo blog Inquisitr accusa Tim Berners-Lee di "aver perso il filo" sottintendendo della ragione.

"Sono sicuro delle buone intenzioni di Tim Berners-Lee," scrive Riley "ma questa idea che il web debba essere valutato sulla base di graduatorie sulla veridicità delle informazioni è bene che muoia subito, prima che qualsiasi governo la adotti come scusa per censurare Internet ulteriormente.

Fonti in inglese:
http://www.guardian.co.uk/news/blog/2008/sep/15/timbernerslee.internet
http://news.bbc.co.uk/2/hi/technology/7613201.stm
http://www.inquisitr.com/3165/tim-berners-lee-has-lost-the-plot/
 
di Giuseppe Sisinni (del 07/09/2008 @ 20:00:07, in Internet, letto 1292 volte)
GoogleQuando Larry Page e Sergey Brin il 7 settembre 1998 fondarono la Google Inc non avevano che il loro ingegno, quattro computer e, cosa non da poco, un investitore che scommetteva 100.000 dollari sulla loro convinzione che un motore di ricerca su Internet avrebbe potuto cambiare il mondo.

10 anni fa tale affermazione oltre che pretenziosa sembrava assurda, ma se guardiamo i risultati di oggi possiamo dire che la scommessa è stravinta. Google  ha circa 20.000 dipendenti e un valore di mercato stimato intorno ai 150 miliardi di dollari.

Forse, per Google, la prova più grande nel prossimo decennio sarà trovare il modo per perseguire le sue apparentemente illimitate ambizioni senza dar luogo a una reazione che faccia deragliare l'azienda.

"Non si possono fare alcune delle cose che stanno tentando di fare a meno di affrontare anche alcune sfide con il governo e i concorrenti", ha detto Danny Sullivan, che ha seguito Google sin dal suo inizio e ora è redattore capo di SearchEngineLand.

Google continua ad espandersi nel controllo sul flusso di traffico in Internet e sulla pubblicità che ne deriva è già qualcuno comincia ad esternare le sue preoccupazioni su questo monopolio che sta nascendo.

Attualmente, c'è la possibilità che l'Antitrust statunitense aspetti al varco Google quando tenterà di vendere annunci per Yahoo. Anche i sorveglianti della privacy stanno affilando le armi contro Google che detiene dati potenzialmente sensibili sui 650 milioni di utenti che usano il motore di ricerca e altri servizi come Youtube, Maps e GMail.

Per difendere i propri interessi, Google ha assunto una schiera di lobbisti per tirare la giacchetta ai legislatori e ha potenziato il suo ufficio di pubbliche relazioni per influenzare favorevolemte l'opinione comune sul suo operato.

L'ultimo esempio della inarrestabile espansione di Google è il rilascio di un browser Web (Chrome) per rendere il suo motore di ricerca e altri servizi online ancora più accessibili e attraenti.

E per il prossimo decennio?

Al primo posto nell'agenda del management di Google c'è la presenza ubiquitaria sui telefoni cellulari e altri dispositivi mobili.
Ma l'elenco delle attività da svolgere comprende anche:
fare copie digitali di tutti i libri del mondo;
creare archivi digitali per memorizzare le informazioni sulla salute dei cittadini;
aumentare la produzione di energia alternativa e allontanarsi dai combustibili fossili;
vendere programmi per computer alle imprese su Internet;
perfezionare il motore di ricerca in modo che possa capire meglio le richieste fatte con un linguaggio semplice, come quello degli umani.

La posizione dominante ha permesso a Google di rastrellare da Internet 48 miliardi di dollari in annunci a partire dal 2001. Di questi, 15 miliardi sono andati in commissioni per i vari siti che hanno pubblicato gli annunci.
Le previsioni di Google per il futuro prevendono ulteriori incrementi, specialmente dopo le acquisizioni di DoubleClick Inc., avvenuta recentemente per 3,2 miliardi di dollari, e YouTube che quest'anno porterà utili per 200 milioni di dollari, ben poca cosa rispetto alle potenzialità del mercato video, secondo le previsioni degli analisti.

Liberamente tradotto da ABC News
Autore Michael Liedtke - Associated Press
 
di Giuseppe Sisinni (del 30/07/2008 @ 15:07:04, in Internet, letto 2492 volte)
Bloghissimo, il nuovo aggregatore di blog
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di Giuseppe Sisinni (del 07/07/2008 @ 11:38:02, in Internet, letto 976 volte)

La risposta a questa domanda potrebbe essere: chiunqua abbia voglia di farlo, specialmente se ha un potere economico tale da contrastare le multinazionali del business online. Il gigante dei prodotti di lusso LVMH ha vinto la causa contro eBay accusata di vendere merci contraffatte: eBay è stata condannata dalla corte francese a pagare 61 milioni di dollari (circa 40 milioni di euro) per la vendita di false borse Louis Vitton e profumi Dior contraffatti. Il risarcimento probabilmente è ben poca cosa rispetto agli 8 miliardi di dollari di guadagno dello scorso anno, ma provate ad immaginare ad una miriade di cause contro eBay per vendite illeggittime.


Il problema riguarda anche altre Internet companies. Cosa succederebbe se alcuni Paesi nel mondo accusassero Amazon di vendere libri considerati blasfemi o YouTube di trasmettere video considerati indecenti? Non esistono regole al momento ed ognuno si regola come crede. Alcuni Paesi, in particolar modo del Medio Oriente, semplicemente bloccano i siti non graditi magari perchè i proprietari sono in concorrenza con business locali. Abbiamo bisogno di una authority globale o possiamo lasciare il controllo ai tribunali nazionali?

Liberamente tradotto da "International Herald Tribune"
autore Daniel Altman

 
Pagine: 1


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