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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Le origini della fiamma olimpica risalgono ai Giochi Olimpici che si svolgevano nella Grecia antica e di cui erano il simbolo più importante. La fiamma commemorava il furto del fuoco perpretato da Prometeo ai danni del dio Zeus, ed era permanentemente accesa sull'altare del tempio di Hestia (Vesta per i Romani). Durante i giochi olimpici, che erano dedicati a Zeus, altri fuochi venivano accesi nel suo tempio e in quello dedicato alla moglie Hera, che i Romani chiamarono Giunone. La moderna fiamma olimpica si accende nel luogo dove era edificato il tempio di Hera.  Nei giochi olimpici dell'era moderna non si utilizzò la fiamma olimpica fino alle olimpiadi del 1928 di Amsterdam, quando un impiegato dell'Ente per l'energia elettrica accese la fiamma nella Torre Maratona dello Stadio Olimpico di Amsterdam. La consuetudine di portare il fuoco da Olimpia fino alla sede dei giochi, attraverso ad una folta schiera di tedofori, è stata introdotta con le Olimpiadi di Berlino nel 1936. Hitler, attraverso l'organizzazione dei Giochi Olimpici, intendeva circondare con un'aureola di misticismo il suo regime e, secondo la sua visione, il legame con gli Antichi Greci era il modo migliore per illustrare la sua convinzione che la Grecia classica era un precursore ariano del III Reich. Sebbene la maggior parte del tempo la torcia olimpica venga trasportata a piedi dai tedofori, essa ha viaggiato su molti mezzi. Ha viaggiato in nave, la prima volta nel 1948, per attraversare la Manica ed è stata trasportata in aereo, per la prima volta nel 1952 per raggiungere Helsinki. Molto particolare il mezzo utilizzato nel 1976, quando la fiamma olimpica è stata trasformata in un segnale radio: da Atene, questo segnale, è stato trasmesso via satellite in Canada dove è stato utilizzato per accendere un laser che a sua volta ha acceso la fiamma olimpica. Di seguito alcuni numeri sulla torcia olimpica:
| Giochi Olimpici |
Anno |
Giorni |
Km |
Tedofori |
| Berlino |
1936 |
8 |
3.422 |
3.422 |
| Londra |
1948 |
13 |
7.870 |
3.372 |
| Helsinki |
1952 |
20 |
3.365 |
1.416 |
| Melbourne |
1956 |
21 |
20.470 |
3.118 |
| Stoccolma (Giochi equestri) |
1956 |
9 |
1.000 |
490 |
| Roma |
1960 |
14 |
2.750 |
1.529 |
| Tokyo |
1964 |
51 |
20.065 |
870 |
| Città del Messico |
1968 |
51 |
13.620 |
2.778 |
| Monaco di Baviera |
1972 |
30 |
5.532 |
6.000 |
| Montreal |
1976 |
5 |
775 |
1.214 |
| Mosca |
1980 |
31 |
4.915 |
5.000 |
| Los Angeles |
1984 |
83 |
15.000 |
3.636 |
| Seul |
1988 |
26 |
15.250 |
1.467 |
| Barcellona |
1992 |
51 |
6.307 |
10.448 |
| Atlanta |
1996 |
112 |
29.016 |
13.267 |
| Sydney |
2000 |
127 |
27.000 |
13.300 |
| Atene |
2004 |
142 |
86.000 |
3.600 |
| Pechino |
2008 |
130 |
137.000 |
21.880 |
Dopo un anno di faticose dispute e battaglie legali, Oscar Pistorius non prenderà parte ai Giochi Olimpici del prossimo mese. Lo sprinter sudafricano, amputato ad entrambe le gambe, che corre su due protesi in fibra di carbonio, ha fallito il suo ultimo tentativo per ottenere il tempo utile a qualificarsi nella gara dei 400 metri, ma non è neanche stato selezionato per la staffetta 4x400. Oscar Pistorius ai blocchi di partenza - Fonte Andrew Medichini/The Associated PressLeonard Chuene, presidente della Confederazione di Atletica Sudafricana ha comunicato che sono stati selezionati i 4 atleti che hanno ottenuto i tempi più veloci, mentre altri due atleti sono stati selezionati come sostituti. Il 6° tempo, quello utile per ottenere l'ultimo posto disponibile era di 46,02 secondi, migliore del personale di Pistorius, 46 secondi e 25 centesimi, ottenuto a Lucerna, in Svizzera, lo scorso mercoledì. Van Zyl, agente di Pistorius, a commento della notizia ha affermato che "le regole sono queste e Oscar non è il tipo di persona che vuole un tipo di regole per sè ed un altro per gli avversari" A parziale giustificazione del mancato risultato, Van Zyl ha affermato che Oscar non ha potuto allenarsi con continuità a causa dei continui trasferimenti per i test legati alla sua disputa legale, comunque parteciperà alle Paraolimpiadi di Pechino, cercando di bissare la vittoria ottenuta sui 200 metri nel 2004 ad Atene. Liberamente tradotto da "International Herald Tribune" Autore Joshua Robinson
Il governo cinese comincia a restringere gli spazi pubblicitari di Pechino dando la preferenza agli sponsor ufficiali dei giochi olimpici.
Le restrizioni riguardano quelle società che non sono sponsor ufficiali ma che sperano di migliorare la propria immagine aziendale grazie alle Olimpiadi. La compagnia che più sembra soffire questa situazione è Nike, che ha grandi ambizioni di marketing in Cina, ma non ha un contratto da sponsor ufficiale delle Olimpiadi.
Gli sponsor ufficiali pagano 65 milioni di dollari per acquisire il diritto di associare il proprio marchio con le Olimpiadi, e ovviamente non vogliono che i propri spot pubblicitari vengano oscurati da concorrenti che non hanno pagato. Il Comitato organizzatore dei Giochi Olimpici di Pechino ha chiesto alle agenzie pubblicitarie di evitare di utilizzare simboli olimpici senza autorizzazione. Ovviamente per gli sponsor ufficiali questa è una buona notizia. E la Cina ha preso sul serio questa responsabilità di controllo, comunicando che gli spazi pubblicitari di Pechino, compresi quelli dell'aeroporto e delle linee della metropolitana, saranno strettamente controllati e sarà data priorità agli sponsor ufficiali.
Conoscendo la serietà con cui la Cina applica questo tipo di regole, è probabile che gli annunci non autorizzati vengano immediatamente rimossi con la forza.
Liberamente tradotto da "International Herald Tribune" Autore Stephanie Clifford
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